Martin Heidegger (1889-1976) nacque a Messkirch. Nel 1927 (dopo aver dato alle stampe già tre studi di una certa rilevanza) pubblicò la sua opera maggiore Essere e tempo, che dedicò significativamente ad E. Husserl. L'opera, in verità, nel disegno filosofico heideggeriano, avrebbe dovuto avere un completamento con l'aggiunta della sezione dedicata al tempo, «Tempo ed essere», e di una parte storica. In realtà il disegno rimase incompiuto, anche se certe integrazioni furono pubblicate a parte, con gli scritti Kant e il problema della metafisica, L'essenza del fondamento, e Che cos'è la metafisica, tutti del 1929.
La sua produzione, fino al 1930, segue la linea dell'«analisi esistenziale» ai fini dello «svelamento» del «senso dell'essere» in generale.
Dopo il 1930, Heidegger inverte la rotta, cambiando prospettiva e svolgendo il tema dell'iniziativa dell'essere nello svelamento di sé all'esistente. Questo tema circola per le molteplici opere pubblicate fino al 1962, di cui ricordiamo solo Hölderlin e l'essenza della poesia, La dottrina platonica della verità, L'essenza della verità, Lettera sull'umanesimo, Holzwege, Introduzione alla metafisica, Che cosa significa pensare, Sulla questione dell'essere, Identità e differenza, Il principio del fondamento.
Heidegger dichiara di voler ricondurre la filosofia alla sua natura originaria, cioè a quella di ricerca sull'essere. La filosofia è per lui, dunque, metafisica, o meglio ontologia.
Ma che cosa deve intendersi quando si parla di «essere»? Heidegger dà la piú ampia definizione possibile, che poi risponde a quella implicita nel pensiero dell'uomo comune.
Noi diciamo «ente» molte cose ed in sensi diversi. Ente è tutto ciò intorno a cui parliamo, ciò a cui in un modo o nell'altro ci rapportiamo.
(Essere e tempo)
La ricerca filosofica consisterà dunque nello svelamento del «senso» dell'essere dei vari enti. Se l'essere è «l'oggetto dell'interrogazione filosofica», lo scoprimento del senso dell'essere è «ciò a cui mira» quell'interrogazione. Ma, riconosciuto il «cercato» e lo «scopo» della ricerca, bisogna individuare un «interrogato», cioè ciò che può dare una risposta adeguata alla domanda dell'«interrogante», cioè dell'uomo che filosofa.
Chi o che cosa potrà mai essere l'interrogato? Certamente un «ente», solo un ente può svelare il senso del suo essere.
Si delinea pertanto una prima specificità della ricerca metafisica: il «cercato», cioè l'essere, si identifica con l'«interrogato».
Tuttavia:
Presso quale ente deve essere carpito il senso dell'essere?
(Essere e tempo)
Cioè: c'è e qual è l'«ente esemplare» che può costituirsi, oltre che come oggetto di ricerca, anche come l'interlocutore adatto a rispondere, cioè ciò che può svelare il suo segreto?
Tra i vari enti, nota Heidegger, ce n'è uno che vanta il primato su tutti gli altri, cioè l'uomo; l'uomo è infatti un «essere», e, per di piú, può dire in che cosa consista il suo essere.
Ma poiché l'uomo è anche l'interrogante, cioè colui che si pone la domanda sull'essere, ecco allora una seconda caratteristica delle ricerca metafisica: interrogante, interrogato e oggetto dell'interrogazione sono una stessa unica cosa.
Il primato dell'ente-uomo sta nel fatto a) che esso è un «essere» che «esiste» «qui ed ora», cioè - secondo la terminologia heideggeriana - è un «esserci», b) che ha la possibilità di interrogare se stesso e di scoprire da sé e in sé il senso del proprio «esserci», della propria esistenza, c) che scoprendo il senso del proprio essere, apre la porta alla scoperta del senso dell'essere in generale, d) e che nell'interrogarsi, nello sforzo di penetrazione dell'essere, di comprensione e di concettualizzazione del suo senso, realizza i modi piú qualificanti del suo stesso esistere, del suo «esserci».
Penetrazione, comprensione, concettualizzazione, scelta, accesso sono momenti costitutivi del cercare e nello stesso tempo modi di essere di un determinato ente, e precisamente di quell'ente che, noi che cerchiamo, già siamo.
(Essere e tempo)
Dunque il chiarimento del problema dell'essere passa per l'autochiarimento dell'uomo in merito al suo esistere.
L'elaborazione del problema dell'essere viene dunque a significare: rendersi trasparente di un ente - il cercante - nel suo essere... Questo ente che noi stessi già sempre siamo, e che ha fra le altre possibilità quella di cercare, noi lo indichiamo con termine «Esserci». Pertanto una chiara ed esplicita impostazione del problema del senso dell'essere richiede un'adeguata e preliminare messa in chiaro di un Ente - l'Esserci - quanto al suo essere.
(Essere e tempo)
Date queste premesse la filosofia, che abbiamo visto risolversi in metafisica, coincide con l'«analisi dell'Esserci», o pure, come Heidegger dice, con l'«analitica esistenziale», cioè con l'esame dei modi di esistenza dell'uomo.
Con quale metodo dovrà esser condotto questo esame? Heidegger, discepolo di Husserl, sostiene: col metodo fenomenologico. Questo, che si può compendiare nel principio «la parola ai fatti», coglierà l'esistenza umana cosí com'essa si manifesta.
L'esame fenomenologico dell'Esserci deve partire da un dato: l'uomo è un «essere nel mondo»; esso pertanto non può essere studiato come «separato» dal mondo. Ma il suo «essere nel mondo» non è da considerarsi come, ad esempio, quello di una pietra, ossia come semplice «presenza»; l'uomo infatti «è nel mondo» nel senso che «si relaziona ad esso», come ha indicato Husserl. Dunque, poiché il mondo è anch'esso «essere», allora l'«analitica dell'Esserci», ossia l'esame fenomenologico dell'esistenza umana, si costituisce come lo studio analitico dei modi con cui l'Esserci - cioè l'uomo - si relaziona all'Essere, cioè a se stesso e al mondo.
All'Esserci appartiene in linea essenziale l'essere in un mondo. La comprensione dell'Essere, propria dell'Esserci, implica perciò cooriginariamente la comprensione di qualcosa come «mondo» e la comprensione dell'essere dell'ente che diviene accessibile all'interno del mondo.
(Essere e tempo)
Poiché il relazionarsi al mondo caratterizza e specifica l'esistenza umana, allora lo studio dei vari modi con cui l'uomo si relaziona al mondo indica pure i modi con cui esso si relaziona con se stesso; e viceversa, proprio nel rapportarsi a se stesso nei vari modi possibili, proprio nel relazionarsi al proprio essere, l'uomo produce in se stesso lo «scoprimento del mondo» e degli enti che lo costituiscono.
Detto in altro modo: l'autocomprensione dell'Esserci è comprensione dei rapporti che l'uomo ha con gli enti e col mondo, che pertanto si rivelano dotati di un senso che l'uomo stesso gli attribuisce; anzi dotati di sensi diversi in relazione ai diversi modi di rapportarsi dell'uomo ad essi. E, reciprocamente, con la comprensione dell'essere del mondo ha luogo, insieme all'autodeterminazione dell'Esserci, anche la sua autocomprensione.
L'essere, quello del mondo e quello dell'uomo stesso, non è dunque definito nel suo senso una volta per tutte. Ogni senso è un'attribuzione ad opera dell'uomo esistente; esso dipende dal modo dell'uomo di porsi in relazione rispetto a sé e rispetto al mondo, dipende cioè dal modo di «aprirsi all'essere» da parte dell'Esserci. L'Esserci allora «esiste» nel senso che «ex-siste», cioè «esce fuori di sé» per «aprirsi» all'essere, per conferire all'essere, a quello degli enti come al suo proprio, un senso in relazione al suo modo di rapportarsi. L'uomo dunque non ha una propria «essenza» per natura; esso è «possibilità», e anzitutto «possibilità di essere o non se stesso». La sua «essenza» dipende dalla sua «scelta», dalla sua «decisione», dal suo tipo di «impegno», dal suo modo di «essere nel mondo».
Quando si dice «essere nel mondo», avverte Heidegger, bisogna tener chiaro che «mondo» non significa né l'insieme degli enti, né l'ordine con cui questi sono sistemati. Infatti, come l'Esserci non ha un'essenza, cosí non la ha il mondo. Come l'uomo, cosí anche il mondo acquista un'«essenza» in virtù della scelta da parte dell'Esserci. Il mondo dunque è il campo, l'orizzonte in cui si attua il «progetto» dell'uomo concretamente esistente; esso avrà un senso che sarà quello che l'uomo esistente gli avrà conferito col suo modo di relazionarsi ad esso.
Dunque, per comprendere il senso dell'essere dell'uomo e del mondo, bisogna analizzare i modi con cui l'uomo esiste, i modi con cui esso si relaziona alle cose; o, come dice Heidegger, bisogna analizzare l'«in-essere» dell'Esserci nel mondo. I vari modi di «in-essere» si riducono poi sostanzialmente a due. Il primo, che è il modo «inautentico», consiste nel «prendersi cura» degli oggetti e delle persone, nel «sentir bisogno di essi», nel dipendere da essi, nella prospettiva di una loro «utilizzazione», sia questa pratica o anche, ad esempio, estetica. In tal caso l'Esserci si manifesta come «insufficiente», come «bisognoso», come «gettato nel mondo»; e il mondo si manifesta a lui come l'insieme degli enti «utilizzabili». L'Esserci vive come «caduto» tra gli enti, preoccupato per essi in vista del proprio bisogno, stordito dai loro richiami; e valuta se stesso sul metro del possesso degli enti del mondo.
Il secondo modo di «in-essere» è, invece, quello «autentico»; ed ha caratteri, come vedremo meglio, opposti a quelli or ora delineati.
Heidegger si sofferma molto nel descrivere le specifiche particolarità del «modo inautentico» di esistenza. Seguiamone il discorso attraverso le sue stesse parole.
L'Essere-nel-mondo proprio dell'Esserci, in conseguenza della sua effettività, si è già sempre disperso o addirittura perso nelle diverse maniere dell'in-essere. La molteplicità di tali maniere può, ad esempio, assumere queste forme: avere a che fare con qualcosa, riparare qualcosa, ordinare o curare qualcosa, impiegare qualcosa, scoraggiarsi e desistere da qualcosa, intraprendere, riuscire, osare, Interrogare, considerare, discutere, determinare, ecc. Queste modificazioni dell'in-essere hanno il modo di essere ... del prendersi cura. Modi del prendersi cura sono anche i modi difettivi dell'abbandonare, trascurare.
L'espressione «prendersi cura» ... non vuol significare che l'Esserci sia innanzitutto o in gran misura economico o «pratico», ma che l'essere dell'Esserci stesso deve essere posto in chiaro in quanto cura.
Poiché all'Esserci appartiene in modo essenziale l'essere-nel-mondo, il suo essere in rapporto col mondo è essenzialmente un prendersi cura.
(Essere e tempo)
Il «prendersi cura» però, come s'è detto, non si esaurisce nel rapporto con gli enti. Esso caratterizza anche il rapporto dell'Esserci con gli altri Esserci. Questo «prendersi cura» allora fa sí che l'Esserci è sempre un «con-Esserci», un esistere con gli altri. E lo è diremmo, per natura. Pertanto «il mondo è già sempre quello che io con-divido con gli altri», cioè è un «con-mondo».
L'Esserci che «con-è» con gli altri, vive quotidianamente in modo banale, anonimo. Egli adegua la sua vita al modello «astratto» del vivere comune. Dice quel che «si dice», è quel che «si è», fa quel che «si fa». Vive, insomma, nella dimensione del «Si» impersonale.
L'essere-assieme, anche se inconsapevolmente, è tutto pervaso dalla cura della commisurazione agli Altri. Esistenzialmente considerato, esso ha il carattere della contrapposizione commisurante. Quanto piú questo modo di essere passa inosservato all'Esserci stesso, tanto radicatamente esso opera in lui. [Sicché] l'Esserci in quanto essere-assieme quotidiano, si muove nella soggezione agli Altri. Gli Altri lo hanno svuotato del suo essere. L'arbitrio degli Altri decide sulle possibilità quotidiane dell'Esserci. Non per questo gli Altri sono del determinati Altri.
Al contrario essi sono fra di loro sostituibili. Il decisivo è solo l'inosservato dominio che gli Altri esercitano sull'Esserci senza che questigli dia peso. Si appartiene agli Altri e si consolida la loro forza. Quelli che son detti in tal modo «gli Altri», quasi per nascondere la propria essenziale appartenenza a loro, sono quelli che nell'essere-assieme quotidiano «ci sono qui». Il «Chi» non è questo o quello, non è se stesso, non è uno solo, e non è la somma di tutti. Il «Chi» è il neutro, il Si. In questa irrilevanza ed impersonalità il Si esercita la sua autentica dittatura. Ce la passiamo e ci divertiamo come ci si diverte, leggiamo vediamo e giudichiamo di letteratura e di arte, come si vede e si giudica. Ci ritiriamo dalla «gran massa» come ci si ritira, troviamo rivoltante ciò che si trova rivoltante. Il Si - che non è alcun essere determinato ma bensí tutti (non però come somma) - prescrive il modo di essere della quotidianità. Poiché il Si ha già sempre anticipato ogni giudizio ed ogni decisione, sottrae al singolo Esserci la propria responsabilità.
(Essere e tempo)
Il Si non è contrapposto al me, perché nella dimensione banale, quotidiana, io sono dissolto nel Si, anzi sono il Si.
Ognuno è gli Altri e nessuno è se stesso. Il Si è il nessuno a cui ogni Esserci si è abbandonato nell'indifferenza del suo essere-assieme.
(Essere e tempo)
La caratteristica dell'esistenza banale, inautentica, dell'uomo, è quindi la sua mancanza di identità personale.
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– famiglia cattolica, studia teologia a Friburgo.
– 1911 lascia la teologia per la filosofia
– 1919 su proposta di Husserl diviene assistente di filosofia
a Friburgo
– interpretazione fenomenologica della tradizione teologica e filosofica. Inizia la stesura di “ESSERE E TEMPO”, pubblicato poi nel 1927, opera che pur essendo dedicata ad Husserl segna il distacco da questi. Nel 1931 Husserl lo attaccherà pubblicamente.
FILOSOFIA DELL'ESISTENZA: erede dell'esistenzialismo religioso di Kierkeegaard e base di “L’essere il nulla” di J.P.Sartre (ma in una lettera – ”sull'umanesimo” del 1947 – H. respingerà questa interpretazione come un “fraintendimento”).
Interpretazione di Kant antitetica a quella neo kantiana (Cassirer)
– 1928 prende la cattedra di Husserl che deve lasciarla perché ebreo
– 1933 diviene rettore dell'Università di Friburgo ed aderisce al partito nazista
– 1934 si dimette dalla carica di rettore, perché si rifiuta di cacciare dall'Università due colleghi accusati di essere oppositori del regime
– i suoi corsi sono controllati dal Servizio di Sicurezza e dalle SS
– 1945 gli occupanti francesi gli proibiscono l'insegnamento
– 1951 per i suoi trascorsi viene costretto a ritirarsi in pensione e da allora continua ad insegnare con corsi privati ed a scrivere.
– punto di partenza: “se 'ente si dice in molti modi (p.e. le categorie), qual'è il modo fondamentale, l'essere dell'ente?”
—una ontologia fondamentale deve innanzi tutto definire il senso di tale domanda fondamentale interrogando l'ente interrogante cioè l'essere dell’uomo (ma rifiuta antropologia, biologia, psicologia che definisce ontiche: non considerano l'uomo ontologico, ma fra gli altri)
– vi è una differenza importante tra essere ed ente: l'essere è pensato pur sempre “per differenza” dall'ente
– l'uomo non è un che cosa, ma un chi, un'esistenza
– il suo modo di essere è «In der Welt Sein»: essere nel mondo. Non come parte nel tutto, ma come cosa, oggetto ontico. E' il DASEIN, l'ESSER-CI. Il Dasein è l'Esistenza.
– Il Dasein è aperto al mondo nei modi esistenziali della situazione emotiva. come un essere gettato nel “ –ci” dell'ESSERCI.
– lo schema concettuale per la comprensione dell'essere dell'uomo è la temporalità del tempo originario. Non il tempo concepito come successione di istanti, ma l'unità estatica di passato, presente e futuro. In essa si definisce come “estasi” (trascendenza) il momento del salto come decisione.
– non concependo questa temporalità (la co – originarietà di passato presente e futuro, appunto) l'uomo è travolto nel vortice della deiezione (Verfallen), il modo di essere difettivo del Dasein, dal “poter essere se stesso” al mondo quotidiano della pubblica opinione, della chiacchiera, del “si” impersonale, concependo se stesso come cosa tra le cose.
– ma è possibile una esistenza autentica: la decisione con cui l'uomo assume il progetto nel quale si trova gettato come progetto proprio uscendo dalla genericità della chiacchiera quotidiana
– alla base dell'esistenza autentica c'è la decisione anticipatrice della morte: tra tutte le possibilità della vita solo la morte è certa, è ineludibile e quindi autenticamente propria di ciascuno
– assumere consapevolmente la propria morte (non realizzarla morendo) apre l'esistenza all'autenticità di tutte le possibilità che la precedono.
– fatta la metafisica, H. si propone di distruggere la metafisica stessa, per costruire un pensiero non più metafisico. Si rivolge ai Greci ed a Nietzsche, cioè all'inizio ed alla fine della tradizione metafisica.
– la poesia (Hölderlin) è il modello di un linguaggio non oggettivante.
5.25.2011
5.08.2011
PROGRAMMA D'ESAME DI STORIA
LICEO CLASSICO MICHELANGIOLO
Anno scolastico 2010-2011
PROGRAMMA DI STORIA
CLASSE 3E
La seconda rivoluzione industriale
Dal libero scambio all'imperialismo
La grande depressione
La crisi agraria e le trasformazioni dell'agricoltura
Il capitalismo organizzato: banche, imprese, stato, cartelli, trust, monopoli
L'Italia dalla Sinistra storica a Crispi
La crisi della Destra storica e la svolta protezionistica
La Sinistra storica al potere
Crispi e l'età crispina
L'intermezzo giolittiano e la crisi del modello crispino
L'Italia dalla crisi di fine secolo all'età giolittiana
La "questione sociale" e il movimento operaio
Il movimento cattolico tra opposizione e controllo sociale
La crisi di fine secolo e il fallito colpo di Stato della borghesia
L'età giolittiana: la svolta riformista
L'età giolittiana: democrazia industriale e malgoverno
La guerra di Libia e la fine dell'età giolittiana
La Prima guerra mondiale
Le origini della prima guerra mondiale
Lo scoppio della guerra
Le cause del conflitto e le forze politiche europee
Il primo anno di guerra
L'Italia dalla neutralità all'intervento
Gli anni del massacro: 1916-18
Le grandi offensive del 1916
La guerra sui mari
Dal crollo del fronte orientale alla vittoria dell'Intesa
La "mobilitazione totale"
La rivoluzione russa
La crisi finale del regime zarista
Da marzo a ottobre
La rivoluzione d'ottobre
Il consolidamento del potere sovietico (1918-1922)
Economia e conflitto sociale in Russia (1918-1922)
Il dopoguerra
Le difficoltà della pace, nuovo assettoi europeo
Le origini della repubblica democratica tedesca
La sconfitta della rivoluzione in Germania
L'"austromarxismo" e la fallita rivoluzione ungherese
Il "biennio rosso" in Italia
Nascita del movimento fascista. il programma repubblicano di San Sepolcro
La sovversione nazionalista: la questione adriatica e l'occupazione di Fiume
Le origini del fascismo in Italia
Dalla crisi dello Stato liberale al fascismo al potere. Dalla "marcia su Roma" al voto parlamentare per il primo governo Mussolini
Dal governo autoritario al regime, gli anni dal '23 al '25. L'abolizione dello Stato liberale senza formalmente toccare lo Statuto, il silenzio del monarca
Le variazioni della politica economica fascista
L’ordine corporativo;
La Conciliazione
La fascistizzazione del Paese; il consenso; al regime l’antifascismo
Le relazioni internazionali fino al “fronte di Stresa”
L'Italia fascista
Il regime nel 1929
La politica estera fascista
La guerra d'Etiopia e le sue conseguenze politiche interne e internazionali
Da Locarno e stresa all'Asse Roma Berlino
Le leggi razziali del 1938. Verso la guerra.
La Germania dalla socialdemocrazia al nazismo
Hiter. Il putsch di Monaco e il Mein Kampf
La crisi dello Stato di Weimar e dell'economia si fa sempre più drammatica
Gli investimenti americani fanno rinascere la speranza, la Germania sembra riprendersi
La crisi del 1929 di Wall Street
La catastrofe della democrazia in Germania, di elezione in elezione
Hitler cancelliere, Hitler Capo dello Stato
Razzismo, eugenetica, produzione militare repressione e controllo poliziesco della società
Le leggi di Norimberga, inizia il percorso verso Shoah
Dalla guerra di Spagna al conflitto mondiale
Il cambiamento della linea politica di stalin. I Fronti popolari
Tensioni sociali e contrasti politici nei paesi iberici
La guerra civile spagnola e gli schieramenti internazionali
Aggressioni nazifasciste nel mondo.
L'annessione nazista dell'Austria e della Cecoslovacchia, la minaccia alla polonia
L'arrendevolezza deklle liberaldemocrazie. Il patto Molotov Ribbentropp. Verso la guerra
La seconda guerra mondiale
Le due fasi del conflitto: le vittorie nazifasciste fino a Stalingrado e il contrattacco alleato dopo Stalingrado
La parte in guerra del fascismo italiano
La "soluzione finale" della questione ebraica e l'economia di guerra
Il ruolo degli Stati Uniti da Pearl Harbour in poi, nel Pacifico e in Europa
Lo Sterminio
La Resistenza antifascista ed antinazista. Gli interventi degli Alleati. La vittoria delle democrazie
Il processo di Norimberga e la condizione dell'Europa nel dopogerra
La Liberazione e la Costituzione.
Il dopoguerra lo sviluppo e la crisi degli anni Sessanta
La contrapposizione tra sistemi nel mondo
L'arco della rivolta: gli anni Sessanta e Settanta, in Italia e nel mondo
Ristrutturazione e repressione
Dai Settanta agli Ottanta, si avvia al suo termine la Prima Repubblica
Firenze, 9 maggio 2011
N.B. Gli ultimi due argomenti del programma (seconda guerra mondiale e secondo dopoguerra) alla data alla qualre scriviamo sono stati impostati in generale e saranno completati nel periodo che ancora ci sepoara dalla fine delle lezioni.
GLI STUDENTI IL PROFESSORE
Anno scolastico 2010-2011
PROGRAMMA DI STORIA
CLASSE 3E
La seconda rivoluzione industriale
Dal libero scambio all'imperialismo
La grande depressione
La crisi agraria e le trasformazioni dell'agricoltura
Il capitalismo organizzato: banche, imprese, stato, cartelli, trust, monopoli
L'Italia dalla Sinistra storica a Crispi
La crisi della Destra storica e la svolta protezionistica
La Sinistra storica al potere
Crispi e l'età crispina
L'intermezzo giolittiano e la crisi del modello crispino
L'Italia dalla crisi di fine secolo all'età giolittiana
La "questione sociale" e il movimento operaio
Il movimento cattolico tra opposizione e controllo sociale
La crisi di fine secolo e il fallito colpo di Stato della borghesia
L'età giolittiana: la svolta riformista
L'età giolittiana: democrazia industriale e malgoverno
La guerra di Libia e la fine dell'età giolittiana
La Prima guerra mondiale
Le origini della prima guerra mondiale
Lo scoppio della guerra
Le cause del conflitto e le forze politiche europee
Il primo anno di guerra
L'Italia dalla neutralità all'intervento
Gli anni del massacro: 1916-18
Le grandi offensive del 1916
La guerra sui mari
Dal crollo del fronte orientale alla vittoria dell'Intesa
La "mobilitazione totale"
La rivoluzione russa
La crisi finale del regime zarista
Da marzo a ottobre
La rivoluzione d'ottobre
Il consolidamento del potere sovietico (1918-1922)
Economia e conflitto sociale in Russia (1918-1922)
Il dopoguerra
Le difficoltà della pace, nuovo assettoi europeo
Le origini della repubblica democratica tedesca
La sconfitta della rivoluzione in Germania
L'"austromarxismo" e la fallita rivoluzione ungherese
Il "biennio rosso" in Italia
Nascita del movimento fascista. il programma repubblicano di San Sepolcro
La sovversione nazionalista: la questione adriatica e l'occupazione di Fiume
Le origini del fascismo in Italia
Dalla crisi dello Stato liberale al fascismo al potere. Dalla "marcia su Roma" al voto parlamentare per il primo governo Mussolini
Dal governo autoritario al regime, gli anni dal '23 al '25. L'abolizione dello Stato liberale senza formalmente toccare lo Statuto, il silenzio del monarca
Le variazioni della politica economica fascista
L’ordine corporativo;
La Conciliazione
La fascistizzazione del Paese; il consenso; al regime l’antifascismo
Le relazioni internazionali fino al “fronte di Stresa”
L'Italia fascista
Il regime nel 1929
La politica estera fascista
La guerra d'Etiopia e le sue conseguenze politiche interne e internazionali
Da Locarno e stresa all'Asse Roma Berlino
Le leggi razziali del 1938. Verso la guerra.
La Germania dalla socialdemocrazia al nazismo
Hiter. Il putsch di Monaco e il Mein Kampf
La crisi dello Stato di Weimar e dell'economia si fa sempre più drammatica
Gli investimenti americani fanno rinascere la speranza, la Germania sembra riprendersi
La crisi del 1929 di Wall Street
La catastrofe della democrazia in Germania, di elezione in elezione
Hitler cancelliere, Hitler Capo dello Stato
Razzismo, eugenetica, produzione militare repressione e controllo poliziesco della società
Le leggi di Norimberga, inizia il percorso verso Shoah
Dalla guerra di Spagna al conflitto mondiale
Il cambiamento della linea politica di stalin. I Fronti popolari
Tensioni sociali e contrasti politici nei paesi iberici
La guerra civile spagnola e gli schieramenti internazionali
Aggressioni nazifasciste nel mondo.
L'annessione nazista dell'Austria e della Cecoslovacchia, la minaccia alla polonia
L'arrendevolezza deklle liberaldemocrazie. Il patto Molotov Ribbentropp. Verso la guerra
La seconda guerra mondiale
Le due fasi del conflitto: le vittorie nazifasciste fino a Stalingrado e il contrattacco alleato dopo Stalingrado
La parte in guerra del fascismo italiano
La "soluzione finale" della questione ebraica e l'economia di guerra
Il ruolo degli Stati Uniti da Pearl Harbour in poi, nel Pacifico e in Europa
Lo Sterminio
La Resistenza antifascista ed antinazista. Gli interventi degli Alleati. La vittoria delle democrazie
Il processo di Norimberga e la condizione dell'Europa nel dopogerra
La Liberazione e la Costituzione.
Il dopoguerra lo sviluppo e la crisi degli anni Sessanta
La contrapposizione tra sistemi nel mondo
L'arco della rivolta: gli anni Sessanta e Settanta, in Italia e nel mondo
Ristrutturazione e repressione
Dai Settanta agli Ottanta, si avvia al suo termine la Prima Repubblica
Firenze, 9 maggio 2011
N.B. Gli ultimi due argomenti del programma (seconda guerra mondiale e secondo dopoguerra) alla data alla qualre scriviamo sono stati impostati in generale e saranno completati nel periodo che ancora ci sepoara dalla fine delle lezioni.
GLI STUDENTI IL PROFESSORE
PROGRAMMA D'ESAME DI FILOSOFIA
LICEO CLASSICO MICHELANGIOLO
Anno scolastico 2010-2011
Prof. Fulvio Antonio Iannaco
PROGRAMMA DI FILOSOFIA
CLASSE 3E
GOETHE E SCHILLER
Il Kerl e lo Streben
Libertà, Romanticismo, Idealismo
JOHANN G. FICTHE
la fondazione dell'idealismo
La dialettica Io - Non-Io
La coscienza finita, il dogmatismo
Io puro ed Io empirico
Il processo della liberazione
Il diritto, i Discorsi alla nazione tedesca
SCHELLING
L’idealismo come spiritualismo
Necessità di un principio unitario, rifiuto della scissione Io - Non-Io
Parallelismo di natura e coscienza, di reale e ideale
ntuizione estetica, Dio, l’artista e il filosofo
Filosofia positiva e filosofia negativa
HEGEL
la fase giovanile fra critica del cristianesimo ed illuminismo
La fase di Jena dall'idealismo assoluto alla “fenomenologia”
La coscienza, l'autocoscienza (la dialettica servo signore, la coscienza infelice)
La ragione (la ragione teoretica e la ragione pratica, faustismo sentimentalismo e rigorismo, l’individualismo borghese)
Lo spirito (il destino, dalla libertà della polis, all’imperialismo livellatore, diritto pubblico e diritto privato, la coscienza disgregata, la “frivolezza” dell’Illuminismo, rivoluzione e terrore)
La religione (naturale, artistica, rivelata, il dogma trinitario come sostanzialità, soggettività e verità, la morte di Dio)
Il sapere assoluto
La fase sistematica dalla “Scienza della logica” all’“Enciclopedia”:
Logica (essere, essenza, concetto)
La Filosofia della natura
La Filosofia dello Spirito (spirito soggettivo, spirito oggettivo, spirito assoluto)
La dialettica della negazione, tesi, antitesi, sintesi
La fase berlinese e la “Filosofia del diritto” (rapporti sociali economici e politici, famiglia società civile stato), la storia universale.
FEUERBACH
La critica a Hegel, l’hegelismo di “sinistra”
L’origine del pensiero religioso, l'alienazione religiosa (teologia e antropologia)
Teologia come antropologia: l’alienazione religiosa
Essenza del Cristianesimo ed Essenza della religione
Un umanesimo radicale. La filosofia dell’avvenire
MARX
La critica della filosofia di Hegel e di Feuerbach: il rovesciamento della dialettica hegeliana
L’alienazione religiosa, l'alienazione sociopolitica, l'alienazione economica
La teoria materialistica della storia
Forze produttive, rapporti di produzione e modo di produzione,
Umanesimo materialistico: struttura e sovrastruttura
La contraddizione
La teoria del plusvalore, nozioni fondamentali sul modo di produzione capitalistico, le crisi e la caduta tendenziale del saggio del profitto
Il comunismo e Il Manifesto dei comunisti: la storia come storia di lotta fra le classi, il ruolo della borghesia, rivoluzione e comunismo
SCHOPENAUER
Il mondo come rappresentazione. Fenomeno e noumeno
Ivelo di Maya, impotenza e inutilità della ragione
Il mondo come volontà (il Wille o Forza cieca)
La sofferenza come condizione dell’uomo
Il tentativo di annullamento della volontà (noluntas), un percorso di liberazione?
Vanità del suicidio, l’arte, la compassione, l’ascesi
KIERKEGAARD
Il destino
Essere e Esserci (Dasein)
Inautenticità: la malattia mortale, il padre e Regine Olsen, il pungolo della carne
La critica del sistema (l’hegelismo, la stampa e l’opinione pubblica)
La critica della religione stabilita
Esistenza e alternativa esistenziale: Aut aut
L’angoscia come impossibilità del “trarsi fuori”
La disperazione del singolo; il misticismo come salto nella fede.
NIETZSCHE
L’origine della tragedia; apollineo e dionisiaco
La decadenza: Euripide, Socrate, cristianesimo, la società borghese
Valori e disvalori
Nichilismo: genealogia della morale e morte di Dio
L’”eterno ritorno dell’eguale”
Lo Zarathustra, il superuomo - o l’oltre uomo
La volontà di potenza
FREUD
Gli studi sull'isteria e l'abbandono della teoria della seduzione
la “Interpretazione dei sogni” e l'elaborazione del metodo
Le topiche
La teoria sessuale
La psicopatologia della vita quotidiana
Il neonato è “polimorfo perverso”
a sessualità infantile e le fasi dello sviluppo della personalità
L’Edipo e l’identificazione con il padre odiato
La castrazione femminile e l’identificazione con la madre odiata
Fissazione e regressione
Perversità e immodificabile dell’inconscio, l’impossibilità del pensiero della cura
Pulsioni controllo delle pulsioni e dinamica psichica
Principio del piacere e principio di realtà
Nevrosi e psicosi
La sublimazione, la società e il disagio della civiltà.
BERGSON
Il dualismo e l’unità del reale
Intelligenza e intuizione
Tempo spazializzato e durata
L’evoluzione creatrice e lo slancio vitale
La metafisica e la libertà come espressione e realizzazione dello slancio vitale.
HUSSERL
Che cos’è la Fenomenologia
L’intenzionalità, le idealità pure del soggetto
Il fenomeno autodatato
La riduzione fenomenologica: sospensione del giudizio o epoché
La coscienza come residuo, evidenze intuitivamente originarie
a coscienza come NOI
L’uomo diventa cosa, la crisi della razionalità.
HEIDEGGER
La filosofia dell’esistenza. Il Dasein
L’ontologia fondamentale
Temporalità come unità estatica di passato presente e futuro
Il “salto” come decisione e il Verfallen
Inautenticità e sistenza autentica: l’essere per la morte
La distruzione ella metafisica.
Firenze 9 maggio 2011
N.B. Gli ultimi due argomenti del programma (Husserl e Heidegger) alla data alla qualre scriviamo sono stati impostati in generale e saranno completati nel periodo che ancora ci sepoara dalla fine delle lezioni
GLI ALUNNI IL PROFESSORE
Anno scolastico 2010-2011
Prof. Fulvio Antonio Iannaco
PROGRAMMA DI FILOSOFIA
CLASSE 3E
GOETHE E SCHILLER
Il Kerl e lo Streben
Libertà, Romanticismo, Idealismo
JOHANN G. FICTHE
la fondazione dell'idealismo
La dialettica Io - Non-Io
La coscienza finita, il dogmatismo
Io puro ed Io empirico
Il processo della liberazione
Il diritto, i Discorsi alla nazione tedesca
SCHELLING
L’idealismo come spiritualismo
Necessità di un principio unitario, rifiuto della scissione Io - Non-Io
Parallelismo di natura e coscienza, di reale e ideale
ntuizione estetica, Dio, l’artista e il filosofo
Filosofia positiva e filosofia negativa
HEGEL
la fase giovanile fra critica del cristianesimo ed illuminismo
La fase di Jena dall'idealismo assoluto alla “fenomenologia”
La coscienza, l'autocoscienza (la dialettica servo signore, la coscienza infelice)
La ragione (la ragione teoretica e la ragione pratica, faustismo sentimentalismo e rigorismo, l’individualismo borghese)
Lo spirito (il destino, dalla libertà della polis, all’imperialismo livellatore, diritto pubblico e diritto privato, la coscienza disgregata, la “frivolezza” dell’Illuminismo, rivoluzione e terrore)
La religione (naturale, artistica, rivelata, il dogma trinitario come sostanzialità, soggettività e verità, la morte di Dio)
Il sapere assoluto
La fase sistematica dalla “Scienza della logica” all’“Enciclopedia”:
Logica (essere, essenza, concetto)
La Filosofia della natura
La Filosofia dello Spirito (spirito soggettivo, spirito oggettivo, spirito assoluto)
La dialettica della negazione, tesi, antitesi, sintesi
La fase berlinese e la “Filosofia del diritto” (rapporti sociali economici e politici, famiglia società civile stato), la storia universale.
FEUERBACH
La critica a Hegel, l’hegelismo di “sinistra”
L’origine del pensiero religioso, l'alienazione religiosa (teologia e antropologia)
Teologia come antropologia: l’alienazione religiosa
Essenza del Cristianesimo ed Essenza della religione
Un umanesimo radicale. La filosofia dell’avvenire
MARX
La critica della filosofia di Hegel e di Feuerbach: il rovesciamento della dialettica hegeliana
L’alienazione religiosa, l'alienazione sociopolitica, l'alienazione economica
La teoria materialistica della storia
Forze produttive, rapporti di produzione e modo di produzione,
Umanesimo materialistico: struttura e sovrastruttura
La contraddizione
La teoria del plusvalore, nozioni fondamentali sul modo di produzione capitalistico, le crisi e la caduta tendenziale del saggio del profitto
Il comunismo e Il Manifesto dei comunisti: la storia come storia di lotta fra le classi, il ruolo della borghesia, rivoluzione e comunismo
SCHOPENAUER
Il mondo come rappresentazione. Fenomeno e noumeno
Ivelo di Maya, impotenza e inutilità della ragione
Il mondo come volontà (il Wille o Forza cieca)
La sofferenza come condizione dell’uomo
Il tentativo di annullamento della volontà (noluntas), un percorso di liberazione?
Vanità del suicidio, l’arte, la compassione, l’ascesi
KIERKEGAARD
Il destino
Essere e Esserci (Dasein)
Inautenticità: la malattia mortale, il padre e Regine Olsen, il pungolo della carne
La critica del sistema (l’hegelismo, la stampa e l’opinione pubblica)
La critica della religione stabilita
Esistenza e alternativa esistenziale: Aut aut
L’angoscia come impossibilità del “trarsi fuori”
La disperazione del singolo; il misticismo come salto nella fede.
NIETZSCHE
L’origine della tragedia; apollineo e dionisiaco
La decadenza: Euripide, Socrate, cristianesimo, la società borghese
Valori e disvalori
Nichilismo: genealogia della morale e morte di Dio
L’”eterno ritorno dell’eguale”
Lo Zarathustra, il superuomo - o l’oltre uomo
La volontà di potenza
FREUD
Gli studi sull'isteria e l'abbandono della teoria della seduzione
la “Interpretazione dei sogni” e l'elaborazione del metodo
Le topiche
La teoria sessuale
La psicopatologia della vita quotidiana
Il neonato è “polimorfo perverso”
a sessualità infantile e le fasi dello sviluppo della personalità
L’Edipo e l’identificazione con il padre odiato
La castrazione femminile e l’identificazione con la madre odiata
Fissazione e regressione
Perversità e immodificabile dell’inconscio, l’impossibilità del pensiero della cura
Pulsioni controllo delle pulsioni e dinamica psichica
Principio del piacere e principio di realtà
Nevrosi e psicosi
La sublimazione, la società e il disagio della civiltà.
BERGSON
Il dualismo e l’unità del reale
Intelligenza e intuizione
Tempo spazializzato e durata
L’evoluzione creatrice e lo slancio vitale
La metafisica e la libertà come espressione e realizzazione dello slancio vitale.
HUSSERL
Che cos’è la Fenomenologia
L’intenzionalità, le idealità pure del soggetto
Il fenomeno autodatato
La riduzione fenomenologica: sospensione del giudizio o epoché
La coscienza come residuo, evidenze intuitivamente originarie
a coscienza come NOI
L’uomo diventa cosa, la crisi della razionalità.
HEIDEGGER
La filosofia dell’esistenza. Il Dasein
L’ontologia fondamentale
Temporalità come unità estatica di passato presente e futuro
Il “salto” come decisione e il Verfallen
Inautenticità e sistenza autentica: l’essere per la morte
La distruzione ella metafisica.
Firenze 9 maggio 2011
N.B. Gli ultimi due argomenti del programma (Husserl e Heidegger) alla data alla qualre scriviamo sono stati impostati in generale e saranno completati nel periodo che ancora ci sepoara dalla fine delle lezioni
GLI ALUNNI IL PROFESSORE
4.13.2011
SIGMUND FREUD (1856 – 1939)
– prima “topica”:
CONSCIO
PRECONSCIO
INCONSCIO
– INCONSCIO:
extra razionale
non valgono le categorie della logica classica (tempo, spazio, non contraddizione)
apparente assurdità del sintomo
casuali opacità del comportamento e del discorso
extra razionalità del sogno
– ma il sogno ha una sua sintassi (non irrazionale, ma extra razionale) ha un suo sistema di regole, di derivati, di corollari. Il metodo del sogno è conoscibile (è l'oggetto che è al di fuori delle abituali regole logiche).
– postulato del determinismo radicale: ogni evento è il risultato degli eventi che lo hanno preceduto (darwinismo?dialettica).
– l'inconscio è dotato di forza e di finalità sue proprie che però possono essere individuate una volta che si riesca a sorprendere un passaggio nel blocco stabilito dal conscio (Io) che è portatore di norme morali e di opportunità sociale.
– l'accesso all'inconscio: occorre agire su di una zona meno soggetta al blocco delle resistenze, la zona dei pensieri subitanei, dei contenuti mentali involontari, delle catene di parole apparentemente disorganizzate e casuali. E' il metodo delle associazioni libere. Il paziente è invitato a dire tutto quello che gli passa per la testa, dal contenuto più banale quello più pieno di emotività, senza tentare di esercitare a controllo. Accade che ad un certo punto il fluire delle concatenazioni verbali subisca un blocco improvviso. Qui la censura inconscia fallisce. Subentra a questo punto l'interpretazione cioè la ricostruzione analitica che ritesse al rovescio la trama del discorso per interpretare, appunto, il non detto. Solo allora può ristabilirsi la continuità del discorso.
– per fare ciò è necessario che si stabilisca il transfert: un rapporto di “amore” e di dipendenza, simile a quello che lega il bambino al genitore.
– ma anche il terapeuta analista stabilisce (rischia di stabilire) in risposta il cosiddetto controtransfert; per poter padroneggiare le proprie reazioni emotive questi deve essere analizzando prima che analista (la necessità dell'autoanalisi).
– cfr il caso di Anna O. ed il rapporto di F. con Breuer.
– Freud fa l'autoanalisi (e da questa potrà scrivere “L'interpretazione dei sogni”, che esce nel 1900)
– attraverso la propria autoanalisi scopre quel fenomeno che poi prenderà il nome di complesso di Edipo, un avvenimento fantasmatico.
e~ ~
– nel rapporto con Fliess si era posto il problema della realtà o della fantasmaticità del trauma che sarebbe all'origine della nevrosi (ciò accade negli ultimi anni che precedono la pubblicazione della “Interpretazione dei sogni”, ed in particolare nel 1897).
L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (1900).
– lo scopo del sogno è difendere il sonno da pulsioni e desideri istintuali, inammissibili dall'Io conscio, che premono per la ridotta vigilanza indotta dal sonno stesso.
– tale difesa avviene col sogno, che è realizzazione allucinatoria del desiderio, scarica delle tensioni, incompatibili col sonno stesso, causate dall'emergenza dell'inconscio.
– ma anche tale “realizzazione allucinatoria” incorre in residue (seppure più deboli) censure della struttura dell'Io, e così le pulsioni inconsce non appaiono chiare ed evidenti, ma distorte, deformate. Il sogno risulta così un compromesso.
– quindi il sogno è un testo da interpretare, cercando soprattutto nelle incoerenze, nelle smagliature del “coerente percorso narrativo” del sogno stesso.
– Il sogno ha le sue regole particolari:
– la condensazione (è la tendenza ad esprimere in un'unico contenuto più elementi connessi).
– lo spostamento di rappresentazioni o di cariche affettive dall'uno all'altro personaggio o nel tempo e/o nello spazio...
– la drammatizzazione
– la rappresentazione per opposto
– la simbolizzazione
– attraverso l'interpretazione ed il percorso dell'analisi si potrà riportare alla luce il rimosso, portare l'inconscio alla coscienza giungendo così alla sparizione del/dei sintomi, non perché si potrà giungere alla cura dell'inconscio, alla trasformazione di esso (esso è concettualizzato come perverso e non trasformabile), ma perché attraverso una presa di consapevolezza (e il processo della ricostruzione di una identificazione fondamentale valida, precedentemente non adeguatamente realizzata – su questo vedi oltre) si sarà potuti passare, guidati per mano dall'analista “DALLA MISERIA ANGOSCIANTE ALLA COMUNE INFELICITÀ”.
LA PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA (1901)
– dimenticanza temporanea di parole familiari
– oblio di doveri, impegni, responsabilità
– lapsus della parola e della scrittura
– errori di lettura
– smarrimenti
– incidenti banali
– gesti inconsapevoli
– ...
...come il sogno rappresentano un compromesso risultante dallo scontro tra due opposte tendenze, l'una tesa all'appagamento dell'istinto, l'altra al suo controllo.
Nel sistema del sintomo nevrotico si può evidenziare la contemporanea presenza della ricerca della soddisfazione proibita e del proibizione stessa
(p.e. nell'anoressia: negazione dei bisogni orali, ma anche massimo interesse rivolto proprio a tali bisogni come soddisfazione sostitutiva)
tutto ciò conferma il determinismo:
gli eventi psichici sono collegati da un nesso causale con avvenimenti precedenti, senza discontinuità sostanziale
sia la catena associativa, sia il sogno, sia la distorsione dei comportamenti indicavano nella sessualità infantile la propria zona d'origine, l’“Edipo” se ne rivelerà la “chiave”.
Si può passare così all'opera successiva.
TRE SAGGI SULLA TEORIA SESSUALE (1905)
– i comportamenti infantili
– l'amnesia copre i primi 5/6 anni di vita, emergono solo ricordi “a sprazzi”, i cosiddetti ricordi di copertura. Questa è la più efficace azione della censura dell'Io. Dimentichiamo, ma ciò che dimentichiamo segnerà tutta la nostra vita successiva. Sarà proprio la ricostruzione del passato infantile ed il recupero del rimosso che permetterà di portare a coscienza l’inconscio.
– nella vita del bambino la libido (energia sessuale istintuale) si “sposta” in epoche successive, concentrandosi su diverse zone del corpo, di volta in volta privilegiate: la zona orale, la zona anale, la zona fallica. La stimolazione della zona erotizzata procura il piacere.
– nella fase orale il neonato succhia per il piacere di stimolare la propria mucosa orale, non esclusivamente per nutrirsi. Connessi a questa fase sono il timore di venire divorato (proiezione), che è assai comune nei sogni infantili (sarebbe una proiezione perché il bambino “pensando” di divorare, teme di esserlo).
– nella fase anale (circa al 2° anno) si darebbe “valore” ai propri escrementi, dal momento che sarebbe la mucosa anale ad essere diventata sede del piacere. Si può innestare l’azione “educativa” dei genitori attraverso il sistema premio/punizione. Tale sistema, ed il piacere, sarebbe connesso al gioco ambivalente della ritenzione/espulsione. A tale fase sarebbe connesso il timore di essere distrutto internamente e/o di distruggere.
– la fase fallica, definitiva, vede il piacere istallarsi appunto nella zona fallica. Mentre nelle prime precedenti due fasi il bambino ha se stesso come oggetto di piacere della pulsione libidica, e si può parlare di autoerotismo, ora egli ricerca, fantasticamente nel sesso opposto (femminile) un oggetto di piacere e lo identifica nella madre. Teme conseguentemente di essere punito per questo dal padre con la castrazione. Allora sarebbe portato ad uccidere il rivale, il padre, ma la sua impotenza muscolare lo costringe alla rabbia ed all'odio, alla paralizzazione. Può risolvere positivamente (!) tale conflitto attraverso la identificazione con l'aggressore odiato (la figura paterna, appunto), stabilendo con essa un'alleanza inconscia. La femmina, per lo stesso processo, ma inverso, giungerà invece alla identificazione con la madre odiata, figura socialmente e fantasticamente inferiore e perdente. Avrà quindi nettamente minori possibilità di evoluzione, come la storia dimostrerebbe, e svilupperà quella fantasticheria concettualizzata come invidia del pene; vivrà quindi il coito come una fantasia di castrazione del partner e di appropriazione del pene di questi, la gravidanza e il parto come proiezione all'esterno del pene precedentemente reciso ed introiettato e quindi inevitabilmente reso nero, cioè persecutorio, per la dinamica stessa dell'introiezione e per il connesso senso di colpa. Il bambino che nascerà sarà quindi pericoloso, non umano e polimorfo perverso. Quando sarà stato educato soltanto, cioè quando a partire dalla fase fallica gli sarà stata costruita addosso la corazza caratteriale dell'identificazione, e del connesso SuperIo – vedi oltre – potrà venire considerato un essere umano. Con tale donna, identificata, castrata e castrante, il maschio, aggressore violento, perché identificato con un aggressore violento – l'immagine del padre/rivale odiato – stabilirà un rapporto inevitabilmente conflittuale e sadomasochistico.
– l’identificazione terrà a bada e renderà esprimibile in forme socialmente accettabili queste latenti reciproche aggressività disperate attraverso la costruzione, con l'identificazione appunto, della struttura del SuperIo (da qui si svilupperà la “seconda topica” e con essa la concettualizzazione dell'identificazione con i valori sociali di convivenza civile dei quali la figura del padre è portatrice (come per la femmina la figura della madre).
– la fase fallica si conclude verso i sei anni d'età; inizia allora il cosiddetto e già citato periodo della latenza, in cui il bambino vive una sorta di armonia emotiva (indifferenza) e che durerà fino alla pubertà.
– alla pubertà e con la fine dell'adolescenza, con lo sconvolgente apparire della maturità sessuale, si potrà avere, qualora l'identificazione sia stata validamente costituita, l’organizzazione genitale della libido (cioè la possibilità di reciprocità propria del rapporto sessuale).
– la nevrosi si presenterà invece nel caso di incompiuta o imperfetta realizzazione di tale identificazione fondamentale, come residuo delle non superate fasi precedenti, sotto la forma della fissazione e/o della regressione
– la sublimazione, – che è situazione comunque nevrotica – si ha invece quando l'energia sessuale viene deviata dal proprio scopo immediato – istintuale ad uno più remoto, ma investito di un qualche valore sociale, producendo situazioni quali quella del lavoro costruttivo, dell'intelligenza creatrice ed artistica dell'impegno sociale e politico...
Dopo il 1906: la “scuola”:
– dal 1911 Freud lavora alla sistemazione teorica delle proprie concezioni, dando al proprio sistema il nome di metapsicologia (o psicologia del profondo) attraverso l'individuazione di quei modelli chiamati, come già detto, “topiche”. Tenterà anche di spiegare le pulsioni istintuali in termini energetici, in sintonia coll'atteggiamento positivistico del clima culturale contemporaneo e colla ricerca scientifica del tempo.
– quali sono le modalità di comportamento delle pulsioni?
Esse obbediscono a due criteri (“due severi padroni”) :
il principio del piacere. Nella “allucinazione” – p.e. il sogno – si cerca un appagamento “fantasmatico” del desiderio espresso dalla pulsione. Si tratta di un processo primario, prevalente nel sogno, nel bambino e nello psicotico. Ma non può pienamente soddisfare la pulsione (è una fantasia: il desiderio non può essere soddisfatto, l'oggetto del desiderio non esiste) viene abbandonato per il disinganno subito, finché si fa strada, allora,
il principio di realtà che è il processo secondario che si realizza “non rappresentandosi ciò che è piacevole, bensì ciò che è reale, anche se questa realtà è spiacevole”.
(pensiero logico, ragione positiva)
al principio del piacere resta solo allora il sogno notturno o la fantasia dell'artista.
– La seconda topica viene così sintetizzata:
ID (Es)
EGO (Io)
SUPEREGO (SuperIo)
– l'ID è l'istanza originaria (il bambino “polimorfo perverso”, il primitivo, lo psicotico) della personalità, dalla quale in seguito (?) si differenzieranno l'EGO ed il SUPEREGO (la “corazza caratteriale”)
– l'EGO si instaura sulla superficie di contatto (interfaccia) tra l'ID e la REALTÀ, il suo compito è di mediare tra i “severi padroni” che sono l'ES, il SUPEREGO e la REALTÀ stessa.
– il SUPEREGO si instaura alla fine del complesso edipico (ne è la soluzione), dopo che, in conseguenza di un processo educativo iniziatosi col sistema premio/punizione (Pavlov?),si sarà completato il processo di identificazione con il padre/valori/ norme sociali. La identificazione fondamentale.
(il rapporto analitico di transfert con l'analista è appunto una “seconda occasione” per il nevrotico che non ha potuto precedentemente realizzare l'identificazione fondamentale col padre e che potrà ora collocare “positivamente” sull'analista/padre).
– il controllo delle pulsioni da parte del Superego si attua per mezzo del senso di colpa
– i fini del Superego sono razionali, ma la modalità con cui questi li persegue (il senso di colpa, appunto) è irrazionale. Il funzionamento del Superego è comunque prevalentemente inconscio. Non obbedendo ai comandi del Superego accade di passare dal semplice senso di colpa alla depressione ossessiva, fino alla posizione suicidale, e/o al distacco schizofrenico dalla realtà.
– (Freud accenna senza però approfondire anche alla “simultanea presenza di istinti di vita e di istinti di morte”. Eros e Thanatos).
AL DI LÀ DEL PRINCIPIO DEL PIACERE (1920)
– la morte è il fine intrinseco dell'individuo, la vita altro non è che una particolare traiettoria verso la morte. Cfr sopra; la proposizione del concetto di istinto di morte.
IL DISAGIO DELLA CIVILTA' (1929)
– la società: è il risultato degli sforzi congiunti del lavoro e di Eros (tramite la dinamica della sublimazione)
– il senso di colpa (che a livello dell'individuo è istinto di morte) a livello sociale ha un valore positivo, perché ad esso sono demandate le possibilità di sopravvivenza della civiltà (Leibniz, il migliore dei mondi possibili)
– un disagio, una nevrosi, sono inevitabilmente connessi alla civiltà. L'uomo, infatti dovrà sempre pagare come prezzo della civiltà l'introiezione in sé di quegli impulsi distruttivi irrimediabilmente connessi alla struttura della personalità (il principio del piacere) che “vorrebbe rivolgere verso gli altri e l'esterno di sé”.
(TOTEM E TABU; ANALISI TERMINABILE E INTERMINABILE; LA NEGAZIONE...)
CONSCIO
PRECONSCIO
INCONSCIO
– INCONSCIO:
extra razionale
non valgono le categorie della logica classica (tempo, spazio, non contraddizione)
apparente assurdità del sintomo
casuali opacità del comportamento e del discorso
extra razionalità del sogno
– ma il sogno ha una sua sintassi (non irrazionale, ma extra razionale) ha un suo sistema di regole, di derivati, di corollari. Il metodo del sogno è conoscibile (è l'oggetto che è al di fuori delle abituali regole logiche).
– postulato del determinismo radicale: ogni evento è il risultato degli eventi che lo hanno preceduto (darwinismo?dialettica).
– l'inconscio è dotato di forza e di finalità sue proprie che però possono essere individuate una volta che si riesca a sorprendere un passaggio nel blocco stabilito dal conscio (Io) che è portatore di norme morali e di opportunità sociale.
– l'accesso all'inconscio: occorre agire su di una zona meno soggetta al blocco delle resistenze, la zona dei pensieri subitanei, dei contenuti mentali involontari, delle catene di parole apparentemente disorganizzate e casuali. E' il metodo delle associazioni libere. Il paziente è invitato a dire tutto quello che gli passa per la testa, dal contenuto più banale quello più pieno di emotività, senza tentare di esercitare a controllo. Accade che ad un certo punto il fluire delle concatenazioni verbali subisca un blocco improvviso. Qui la censura inconscia fallisce. Subentra a questo punto l'interpretazione cioè la ricostruzione analitica che ritesse al rovescio la trama del discorso per interpretare, appunto, il non detto. Solo allora può ristabilirsi la continuità del discorso.
– per fare ciò è necessario che si stabilisca il transfert: un rapporto di “amore” e di dipendenza, simile a quello che lega il bambino al genitore.
– ma anche il terapeuta analista stabilisce (rischia di stabilire) in risposta il cosiddetto controtransfert; per poter padroneggiare le proprie reazioni emotive questi deve essere analizzando prima che analista (la necessità dell'autoanalisi).
– cfr il caso di Anna O. ed il rapporto di F. con Breuer.
– Freud fa l'autoanalisi (e da questa potrà scrivere “L'interpretazione dei sogni”, che esce nel 1900)
– attraverso la propria autoanalisi scopre quel fenomeno che poi prenderà il nome di complesso di Edipo, un avvenimento fantasmatico.
e~ ~
– nel rapporto con Fliess si era posto il problema della realtà o della fantasmaticità del trauma che sarebbe all'origine della nevrosi (ciò accade negli ultimi anni che precedono la pubblicazione della “Interpretazione dei sogni”, ed in particolare nel 1897).
L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI (1900).
– lo scopo del sogno è difendere il sonno da pulsioni e desideri istintuali, inammissibili dall'Io conscio, che premono per la ridotta vigilanza indotta dal sonno stesso.
– tale difesa avviene col sogno, che è realizzazione allucinatoria del desiderio, scarica delle tensioni, incompatibili col sonno stesso, causate dall'emergenza dell'inconscio.
– ma anche tale “realizzazione allucinatoria” incorre in residue (seppure più deboli) censure della struttura dell'Io, e così le pulsioni inconsce non appaiono chiare ed evidenti, ma distorte, deformate. Il sogno risulta così un compromesso.
– quindi il sogno è un testo da interpretare, cercando soprattutto nelle incoerenze, nelle smagliature del “coerente percorso narrativo” del sogno stesso.
– Il sogno ha le sue regole particolari:
– la condensazione (è la tendenza ad esprimere in un'unico contenuto più elementi connessi).
– lo spostamento di rappresentazioni o di cariche affettive dall'uno all'altro personaggio o nel tempo e/o nello spazio...
– la drammatizzazione
– la rappresentazione per opposto
– la simbolizzazione
– attraverso l'interpretazione ed il percorso dell'analisi si potrà riportare alla luce il rimosso, portare l'inconscio alla coscienza giungendo così alla sparizione del/dei sintomi, non perché si potrà giungere alla cura dell'inconscio, alla trasformazione di esso (esso è concettualizzato come perverso e non trasformabile), ma perché attraverso una presa di consapevolezza (e il processo della ricostruzione di una identificazione fondamentale valida, precedentemente non adeguatamente realizzata – su questo vedi oltre) si sarà potuti passare, guidati per mano dall'analista “DALLA MISERIA ANGOSCIANTE ALLA COMUNE INFELICITÀ”.
LA PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA (1901)
– dimenticanza temporanea di parole familiari
– oblio di doveri, impegni, responsabilità
– lapsus della parola e della scrittura
– errori di lettura
– smarrimenti
– incidenti banali
– gesti inconsapevoli
– ...
...come il sogno rappresentano un compromesso risultante dallo scontro tra due opposte tendenze, l'una tesa all'appagamento dell'istinto, l'altra al suo controllo.
Nel sistema del sintomo nevrotico si può evidenziare la contemporanea presenza della ricerca della soddisfazione proibita e del proibizione stessa
(p.e. nell'anoressia: negazione dei bisogni orali, ma anche massimo interesse rivolto proprio a tali bisogni come soddisfazione sostitutiva)
tutto ciò conferma il determinismo:
gli eventi psichici sono collegati da un nesso causale con avvenimenti precedenti, senza discontinuità sostanziale
sia la catena associativa, sia il sogno, sia la distorsione dei comportamenti indicavano nella sessualità infantile la propria zona d'origine, l’“Edipo” se ne rivelerà la “chiave”.
Si può passare così all'opera successiva.
TRE SAGGI SULLA TEORIA SESSUALE (1905)
– i comportamenti infantili
– l'amnesia copre i primi 5/6 anni di vita, emergono solo ricordi “a sprazzi”, i cosiddetti ricordi di copertura. Questa è la più efficace azione della censura dell'Io. Dimentichiamo, ma ciò che dimentichiamo segnerà tutta la nostra vita successiva. Sarà proprio la ricostruzione del passato infantile ed il recupero del rimosso che permetterà di portare a coscienza l’inconscio.
– nella vita del bambino la libido (energia sessuale istintuale) si “sposta” in epoche successive, concentrandosi su diverse zone del corpo, di volta in volta privilegiate: la zona orale, la zona anale, la zona fallica. La stimolazione della zona erotizzata procura il piacere.
– nella fase orale il neonato succhia per il piacere di stimolare la propria mucosa orale, non esclusivamente per nutrirsi. Connessi a questa fase sono il timore di venire divorato (proiezione), che è assai comune nei sogni infantili (sarebbe una proiezione perché il bambino “pensando” di divorare, teme di esserlo).
– nella fase anale (circa al 2° anno) si darebbe “valore” ai propri escrementi, dal momento che sarebbe la mucosa anale ad essere diventata sede del piacere. Si può innestare l’azione “educativa” dei genitori attraverso il sistema premio/punizione. Tale sistema, ed il piacere, sarebbe connesso al gioco ambivalente della ritenzione/espulsione. A tale fase sarebbe connesso il timore di essere distrutto internamente e/o di distruggere.
– la fase fallica, definitiva, vede il piacere istallarsi appunto nella zona fallica. Mentre nelle prime precedenti due fasi il bambino ha se stesso come oggetto di piacere della pulsione libidica, e si può parlare di autoerotismo, ora egli ricerca, fantasticamente nel sesso opposto (femminile) un oggetto di piacere e lo identifica nella madre. Teme conseguentemente di essere punito per questo dal padre con la castrazione. Allora sarebbe portato ad uccidere il rivale, il padre, ma la sua impotenza muscolare lo costringe alla rabbia ed all'odio, alla paralizzazione. Può risolvere positivamente (!) tale conflitto attraverso la identificazione con l'aggressore odiato (la figura paterna, appunto), stabilendo con essa un'alleanza inconscia. La femmina, per lo stesso processo, ma inverso, giungerà invece alla identificazione con la madre odiata, figura socialmente e fantasticamente inferiore e perdente. Avrà quindi nettamente minori possibilità di evoluzione, come la storia dimostrerebbe, e svilupperà quella fantasticheria concettualizzata come invidia del pene; vivrà quindi il coito come una fantasia di castrazione del partner e di appropriazione del pene di questi, la gravidanza e il parto come proiezione all'esterno del pene precedentemente reciso ed introiettato e quindi inevitabilmente reso nero, cioè persecutorio, per la dinamica stessa dell'introiezione e per il connesso senso di colpa. Il bambino che nascerà sarà quindi pericoloso, non umano e polimorfo perverso. Quando sarà stato educato soltanto, cioè quando a partire dalla fase fallica gli sarà stata costruita addosso la corazza caratteriale dell'identificazione, e del connesso SuperIo – vedi oltre – potrà venire considerato un essere umano. Con tale donna, identificata, castrata e castrante, il maschio, aggressore violento, perché identificato con un aggressore violento – l'immagine del padre/rivale odiato – stabilirà un rapporto inevitabilmente conflittuale e sadomasochistico.
– l’identificazione terrà a bada e renderà esprimibile in forme socialmente accettabili queste latenti reciproche aggressività disperate attraverso la costruzione, con l'identificazione appunto, della struttura del SuperIo (da qui si svilupperà la “seconda topica” e con essa la concettualizzazione dell'identificazione con i valori sociali di convivenza civile dei quali la figura del padre è portatrice (come per la femmina la figura della madre).
– la fase fallica si conclude verso i sei anni d'età; inizia allora il cosiddetto e già citato periodo della latenza, in cui il bambino vive una sorta di armonia emotiva (indifferenza) e che durerà fino alla pubertà.
– alla pubertà e con la fine dell'adolescenza, con lo sconvolgente apparire della maturità sessuale, si potrà avere, qualora l'identificazione sia stata validamente costituita, l’organizzazione genitale della libido (cioè la possibilità di reciprocità propria del rapporto sessuale).
– la nevrosi si presenterà invece nel caso di incompiuta o imperfetta realizzazione di tale identificazione fondamentale, come residuo delle non superate fasi precedenti, sotto la forma della fissazione e/o della regressione
– la sublimazione, – che è situazione comunque nevrotica – si ha invece quando l'energia sessuale viene deviata dal proprio scopo immediato – istintuale ad uno più remoto, ma investito di un qualche valore sociale, producendo situazioni quali quella del lavoro costruttivo, dell'intelligenza creatrice ed artistica dell'impegno sociale e politico...
Dopo il 1906: la “scuola”:
– dal 1911 Freud lavora alla sistemazione teorica delle proprie concezioni, dando al proprio sistema il nome di metapsicologia (o psicologia del profondo) attraverso l'individuazione di quei modelli chiamati, come già detto, “topiche”. Tenterà anche di spiegare le pulsioni istintuali in termini energetici, in sintonia coll'atteggiamento positivistico del clima culturale contemporaneo e colla ricerca scientifica del tempo.
– quali sono le modalità di comportamento delle pulsioni?
Esse obbediscono a due criteri (“due severi padroni”) :
il principio del piacere. Nella “allucinazione” – p.e. il sogno – si cerca un appagamento “fantasmatico” del desiderio espresso dalla pulsione. Si tratta di un processo primario, prevalente nel sogno, nel bambino e nello psicotico. Ma non può pienamente soddisfare la pulsione (è una fantasia: il desiderio non può essere soddisfatto, l'oggetto del desiderio non esiste) viene abbandonato per il disinganno subito, finché si fa strada, allora,
il principio di realtà che è il processo secondario che si realizza “non rappresentandosi ciò che è piacevole, bensì ciò che è reale, anche se questa realtà è spiacevole”.
(pensiero logico, ragione positiva)
al principio del piacere resta solo allora il sogno notturno o la fantasia dell'artista.
– La seconda topica viene così sintetizzata:
ID (Es)
EGO (Io)
SUPEREGO (SuperIo)
– l'ID è l'istanza originaria (il bambino “polimorfo perverso”, il primitivo, lo psicotico) della personalità, dalla quale in seguito (?) si differenzieranno l'EGO ed il SUPEREGO (la “corazza caratteriale”)
– l'EGO si instaura sulla superficie di contatto (interfaccia) tra l'ID e la REALTÀ, il suo compito è di mediare tra i “severi padroni” che sono l'ES, il SUPEREGO e la REALTÀ stessa.
– il SUPEREGO si instaura alla fine del complesso edipico (ne è la soluzione), dopo che, in conseguenza di un processo educativo iniziatosi col sistema premio/punizione (Pavlov?),si sarà completato il processo di identificazione con il padre/valori/ norme sociali. La identificazione fondamentale.
(il rapporto analitico di transfert con l'analista è appunto una “seconda occasione” per il nevrotico che non ha potuto precedentemente realizzare l'identificazione fondamentale col padre e che potrà ora collocare “positivamente” sull'analista/padre).
– il controllo delle pulsioni da parte del Superego si attua per mezzo del senso di colpa
– i fini del Superego sono razionali, ma la modalità con cui questi li persegue (il senso di colpa, appunto) è irrazionale. Il funzionamento del Superego è comunque prevalentemente inconscio. Non obbedendo ai comandi del Superego accade di passare dal semplice senso di colpa alla depressione ossessiva, fino alla posizione suicidale, e/o al distacco schizofrenico dalla realtà.
– (Freud accenna senza però approfondire anche alla “simultanea presenza di istinti di vita e di istinti di morte”. Eros e Thanatos).
AL DI LÀ DEL PRINCIPIO DEL PIACERE (1920)
– la morte è il fine intrinseco dell'individuo, la vita altro non è che una particolare traiettoria verso la morte. Cfr sopra; la proposizione del concetto di istinto di morte.
IL DISAGIO DELLA CIVILTA' (1929)
– la società: è il risultato degli sforzi congiunti del lavoro e di Eros (tramite la dinamica della sublimazione)
– il senso di colpa (che a livello dell'individuo è istinto di morte) a livello sociale ha un valore positivo, perché ad esso sono demandate le possibilità di sopravvivenza della civiltà (Leibniz, il migliore dei mondi possibili)
– un disagio, una nevrosi, sono inevitabilmente connessi alla civiltà. L'uomo, infatti dovrà sempre pagare come prezzo della civiltà l'introiezione in sé di quegli impulsi distruttivi irrimediabilmente connessi alla struttura della personalità (il principio del piacere) che “vorrebbe rivolgere verso gli altri e l'esterno di sé”.
(TOTEM E TABU; ANALISI TERMINABILE E INTERMINABILE; LA NEGAZIONE...)
GERMANIA dopo il 1924
Viene annullata la vecchia moneta (il DM) che ormai non ha più alcun valore e viene so-stituita dal RM (Renten Mark = marco di rendita), garantito internazionalmente dal valore delle proprietà dello stato. Viene rilanciato il debito pubblico, vengono aumentate le tasse, viene ridotta la spesa pubblica
1924 Piano Dawes: la grande finanza statunitense si trova al momento in possesso di un esubero di capitale che ha necessità di investire; decide quindi di aprire un ampio credito alla Germania perché possa essere rilanciata la produzione industriale tedesca e possano essere pagati i debiti di guerra. Sul medio periodo sarebbe stato un affare vantaggiosissimo per il capitalismo americano. Anche la Francia, dove sono al governo le sinistre, approva quel piano e ritira le proprie truppe dalla Ruhr...
...ne segue un grande boom dell’economia tedesca, in pochi anni (nel 1927) avrà superato addirittura i propri livelli di anteguerra, soprattutto alla poderosa e ra-pidissima crescita dei settori siderurgico, elettrico e chimico
1925 in questo nuovo clima viene convocata la Conferenza internazionale di Locarno dalla quale si uscirà con un importante trattato, il Trattato di Locarno appunto, per la distensione in-ternazionale: Francia Belgio e Germania si impegnano solennemente a non violare mai più i rispettivi confini (ma Streseman non prende un simile impegno per quanto riguarda le proprie frontiere orientali...)
in Germania Hindenburg viene eletto Presidente della Repubblica, grazie alle divisioni dei partiti della sinistra, coi voti di una destra che è in crescita ed alla quale si ricollegano i nazisti che adesso si proclamano difensori della legalità costituzionale
1928 il Patto Briand – Kellogg (francese il primo, statunitense il secondo): con esso quindici stati, fra i quali la Germania, condannano solennemente “il ricorso alla guerra per il rego-lamento delle controversie internazionali”
1929 la Germania è ammessa nella Società delle Nazioni; morte di Streseman (su questo Patto, una scheda qui in fondo)
il piano Young (un finanziere USA) dilaziona a 59 anni il pagamento delle riparazioni di guerra tedesche. L’economia tedesca è ormai strettamente legata all’economia ed alla fi-nanza nordamericana dalle cui sorti dipende...
...24 ottobre: il crollo di Wall Street, inizia la Grande Depressione, i capitali ameri-cani si ritirano precipitosamente dall’Europa...
...la produzione industriale tedesca crollerà così del 50% in meno di tre anni, il nu-mero dei disoccupati salirà di nuovo a sei milioni di persone, gli stessi valori del terribile 1923...
...alle elezioni del settembre 1930 i nazisti, che prima avevano 12 deputati, ne otter-ranno 107, passano cioè dal 2,6% al 18,3%...
(la Francia inizia la costruzione della Linea Maginot)
1932 nelle elezioni presidenziali del marzo Hindenburg è rieletto Presidente della Repubblica; votano per lui anche i socialdemocratici dello SPD che non sanno prevedere il ruolo che questi potrà fra breve avere nella presa del potere da parte di Hitler e, benché spaventati dalla crescita dei nazisti, si rifiutano di accordarsi con i comunisti che li accusano di non condurre un’opposizione abbastanza radicale di fronte al pericolo nazista. È significativo mettere a confronto i risultati di queste elezioni presidenziali del 1932 con quelli delle pre-cedenti del 1925:
- i nazisti raddoppiano, dal 18,3% passano al 37,4
- i comunisti crescono dal 14,6 al 16,9
- nessuna maggioranza di centro è così possibile, né lo SPD ed i suoi alleati sono disposti ad accordarsi con il KPD
nuove violenze squadristiche dei nazisti: Hitler controllando ormai la maggioranza relativa del Parlamento pretenderebbe l’incarico di formare un governo, ma il presidente Hindenburg ancora si oppone e
tenta la carta della convocazione di nuove elezioni...
6 novembre: nuove elezioni politiche per il Parlamento
- i nazisti diminuiscono dal 37 al 33 % ma conservano la maggioranza relativa
- i comunisti crescono ancora dal 14,6 al 16,9
- ancora una volta non è possibile una maggioranza di centro
...vari tentativi di fare una maggioranza con l’SPD provo-cando una scissione nell’NSDAP falliscono...
1933 30 GENNAIO: HINDENBURG NOMINA HITLER CANCELLIERE DEL REICH INCARICANDOLO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO TEDESCO
1 febbraio: Hitler chiede lo scioglimento del Reichstag e indice nuove elezioni per il marzo successivo. Viene intanto creata la Gestapo, la polizia politica segreta che sarà comandata da Göring e portato avanti l’arruolamento delle SA e delle SS (squadre di protezione) al comando di Himmler
27 febbraio, l’incendio devastante del Reichstag, una provocazione hitleriana, permette, accusando i “comunisti” di un “tentativo di colpo di stato”, di adottare importantissime “leggi eccezionali”:
- il KPD è messo fuorilegge
- vengono sospese le libertà personali ed i diritti civili
- si legittimano “pieni poteri” che sospendono le libertà civili nei sin-goli Länder
- migliaia e migliaia di comunisti (ma anche molti socialisti, cattolici ecc.) vengono
arrestati, torturati, internati
- solo il partito nazista può svolgere una propria campagna elettorale in preparazione delle elezioni volute da Hitler per pochi giorni dopo
5 marzo: nuove elezioni politiche per il Parlamento
ELEZIONI IN GERMANIA
1928-1933
(percentuali) 1928 - 1930 - luglio '32 - nov. '32 - marzo '33
Nazisti (NSDAP) 2.6 - 18.3 - 37.4 - 33.1 - 43.9
Cattolici (Zentrum) 15.2 - 14.8 - 15.7 - 15.0 . 13.9
Socialisti (SPD) 29.8 - 24.5 - 21.6 - 20.4 - 18.3
Comunisti (KPD) 10.6 - 13.1 - 14.6 - 16.9 - 12.3
Nonostante tutto quanto era accaduto, e nonostante che le elezioni si svolgessero in un clima di intimidazioni e di non libertà, i nazisti ottengono il 43,9 % dei voti (288 seggi) e, grazie ai loro alleati nazionalisti (52 seggi) controllano adesso la maggioranza assoluta del Parlamento, ma progettando di cambiare la Costituzione democratica avrebbero bisogno di controllare i 2/3 del Parlamento, allora...
...il 23 marzo alla prima convocazione del Reichstag i miliziani nazisti delle SA e delle SS impediscono fisicamente l’ingresso nell’aula di tutti i deputati comunisti e di una parte dei deputati dell’SPD, e viene presentato in votazione un decreto con il quale vengono concessi al governo i pieni poteri esecutivi ed anche legislativi, con la clausola che le nuove leggi avrebbero potuto anche “discostarsi dalla Costituzione” (“per quattro anni”)...
cattolici e liberali votano a favore di questo decreto, così esso passa con la sola oppo-sizione dei rimanenti deputati SPD (cfr. la maggioranza che votò il primo governo Mussolini del 1922: anche allora i cattolici ed i liberali erano stati decisivi...)
Grazie a questi pieni poteri nelle settimane successive:
1924 Piano Dawes: la grande finanza statunitense si trova al momento in possesso di un esubero di capitale che ha necessità di investire; decide quindi di aprire un ampio credito alla Germania perché possa essere rilanciata la produzione industriale tedesca e possano essere pagati i debiti di guerra. Sul medio periodo sarebbe stato un affare vantaggiosissimo per il capitalismo americano. Anche la Francia, dove sono al governo le sinistre, approva quel piano e ritira le proprie truppe dalla Ruhr...
...ne segue un grande boom dell’economia tedesca, in pochi anni (nel 1927) avrà superato addirittura i propri livelli di anteguerra, soprattutto alla poderosa e ra-pidissima crescita dei settori siderurgico, elettrico e chimico
1925 in questo nuovo clima viene convocata la Conferenza internazionale di Locarno dalla quale si uscirà con un importante trattato, il Trattato di Locarno appunto, per la distensione in-ternazionale: Francia Belgio e Germania si impegnano solennemente a non violare mai più i rispettivi confini (ma Streseman non prende un simile impegno per quanto riguarda le proprie frontiere orientali...)
in Germania Hindenburg viene eletto Presidente della Repubblica, grazie alle divisioni dei partiti della sinistra, coi voti di una destra che è in crescita ed alla quale si ricollegano i nazisti che adesso si proclamano difensori della legalità costituzionale
1928 il Patto Briand – Kellogg (francese il primo, statunitense il secondo): con esso quindici stati, fra i quali la Germania, condannano solennemente “il ricorso alla guerra per il rego-lamento delle controversie internazionali”
1929 la Germania è ammessa nella Società delle Nazioni; morte di Streseman (su questo Patto, una scheda qui in fondo)
il piano Young (un finanziere USA) dilaziona a 59 anni il pagamento delle riparazioni di guerra tedesche. L’economia tedesca è ormai strettamente legata all’economia ed alla fi-nanza nordamericana dalle cui sorti dipende...
...24 ottobre: il crollo di Wall Street, inizia la Grande Depressione, i capitali ameri-cani si ritirano precipitosamente dall’Europa...
...la produzione industriale tedesca crollerà così del 50% in meno di tre anni, il nu-mero dei disoccupati salirà di nuovo a sei milioni di persone, gli stessi valori del terribile 1923...
...alle elezioni del settembre 1930 i nazisti, che prima avevano 12 deputati, ne otter-ranno 107, passano cioè dal 2,6% al 18,3%...
(la Francia inizia la costruzione della Linea Maginot)
1932 nelle elezioni presidenziali del marzo Hindenburg è rieletto Presidente della Repubblica; votano per lui anche i socialdemocratici dello SPD che non sanno prevedere il ruolo che questi potrà fra breve avere nella presa del potere da parte di Hitler e, benché spaventati dalla crescita dei nazisti, si rifiutano di accordarsi con i comunisti che li accusano di non condurre un’opposizione abbastanza radicale di fronte al pericolo nazista. È significativo mettere a confronto i risultati di queste elezioni presidenziali del 1932 con quelli delle pre-cedenti del 1925:
1925 Hindenburg (votato dalle destre) 14,6 milioni 48,5%31 luglio: elezioni politiche per il Parlamento
Wilhelm Marx (SPD+Zentrum) 13,7 milioni 45,2%
Thälmann (KPD) 1,9 milioni 6,3%
1932 Hindenburg (destre moderate con lo SPD
e il Zentrum) 19,3 milioni 53,0%
Hitler (NSDAP e altre destre) 14,4 milioni 36,8%
Thälmann (KPD) 3,7 milioni 10,2%
- i nazisti raddoppiano, dal 18,3% passano al 37,4
- i comunisti crescono dal 14,6 al 16,9
- nessuna maggioranza di centro è così possibile, né lo SPD ed i suoi alleati sono disposti ad accordarsi con il KPD
nuove violenze squadristiche dei nazisti: Hitler controllando ormai la maggioranza relativa del Parlamento pretenderebbe l’incarico di formare un governo, ma il presidente Hindenburg ancora si oppone e
tenta la carta della convocazione di nuove elezioni...
6 novembre: nuove elezioni politiche per il Parlamento
- i nazisti diminuiscono dal 37 al 33 % ma conservano la maggioranza relativa
- i comunisti crescono ancora dal 14,6 al 16,9
- ancora una volta non è possibile una maggioranza di centro
...vari tentativi di fare una maggioranza con l’SPD provo-cando una scissione nell’NSDAP falliscono...
1933 30 GENNAIO: HINDENBURG NOMINA HITLER CANCELLIERE DEL REICH INCARICANDOLO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO TEDESCO
1 febbraio: Hitler chiede lo scioglimento del Reichstag e indice nuove elezioni per il marzo successivo. Viene intanto creata la Gestapo, la polizia politica segreta che sarà comandata da Göring e portato avanti l’arruolamento delle SA e delle SS (squadre di protezione) al comando di Himmler
27 febbraio, l’incendio devastante del Reichstag, una provocazione hitleriana, permette, accusando i “comunisti” di un “tentativo di colpo di stato”, di adottare importantissime “leggi eccezionali”:
- il KPD è messo fuorilegge
- vengono sospese le libertà personali ed i diritti civili
- si legittimano “pieni poteri” che sospendono le libertà civili nei sin-goli Länder
- migliaia e migliaia di comunisti (ma anche molti socialisti, cattolici ecc.) vengono
arrestati, torturati, internati
- solo il partito nazista può svolgere una propria campagna elettorale in preparazione delle elezioni volute da Hitler per pochi giorni dopo
5 marzo: nuove elezioni politiche per il Parlamento
ELEZIONI IN GERMANIA
1928-1933
(percentuali) 1928 - 1930 - luglio '32 - nov. '32 - marzo '33
Nazisti (NSDAP) 2.6 - 18.3 - 37.4 - 33.1 - 43.9
Cattolici (Zentrum) 15.2 - 14.8 - 15.7 - 15.0 . 13.9
Socialisti (SPD) 29.8 - 24.5 - 21.6 - 20.4 - 18.3
Comunisti (KPD) 10.6 - 13.1 - 14.6 - 16.9 - 12.3
Nonostante tutto quanto era accaduto, e nonostante che le elezioni si svolgessero in un clima di intimidazioni e di non libertà, i nazisti ottengono il 43,9 % dei voti (288 seggi) e, grazie ai loro alleati nazionalisti (52 seggi) controllano adesso la maggioranza assoluta del Parlamento, ma progettando di cambiare la Costituzione democratica avrebbero bisogno di controllare i 2/3 del Parlamento, allora...
...il 23 marzo alla prima convocazione del Reichstag i miliziani nazisti delle SA e delle SS impediscono fisicamente l’ingresso nell’aula di tutti i deputati comunisti e di una parte dei deputati dell’SPD, e viene presentato in votazione un decreto con il quale vengono concessi al governo i pieni poteri esecutivi ed anche legislativi, con la clausola che le nuove leggi avrebbero potuto anche “discostarsi dalla Costituzione” (“per quattro anni”)...
cattolici e liberali votano a favore di questo decreto, così esso passa con la sola oppo-sizione dei rimanenti deputati SPD (cfr. la maggioranza che votò il primo governo Mussolini del 1922: anche allora i cattolici ed i liberali erano stati decisivi...)
Grazie a questi pieni poteri nelle settimane successive:
- vengono sciolti i sindacati non nazisti
- vengono sciolti tutti i partiti politici eccetto il partito nazista
- si stipula un Concordato con il Vaticano che dà quindi il proprio consenso allo scioglimento del Zentrum e dei sindacati cattolici
1 aprile, inizia la compagna di boicottaggio contro i commercianti ebrei
30 giugno, la “Notte dei Lunghi Coltelli”, vengono sterminati i capi delle SA, riuniti per una loro festa, che volevano una “seconda ondata” nazista che portasse all’abolizione dei profitti della grande industria capitalistica privata e la “nazistificazione” dell’economia e dell’industria tedesca
luglio, una legge stabilisce che il NSDAP è l’unico partito legittimo in Germania
la burocrazia e i dipendenti pubblici vengono epurati dagli elementi non fidati
1934 agosto, alla morte di Hindenburg, Hitler si autonomina Presidente del Reich, e in questa veste riceve di conseguenza il giuramento di fedeltà delle Forze Armate;
Ha inizio il III° Reich.
1935 15 settembre, le Leggi di Norimberga
(in Germania, a quei tempi, le persone registrate come di religione ebraica erano in tutto mezzo milione, su circa 60 milioni di tedeschi).
Già in precedenza il regime aveva escluso gli ebrei da molti lavori e professioni:
- uffici pubblici
- magistratura
- professione medica
- insegnamento
- giornali
- spettacolo
adesso si stabilisce che:
- è cittadino solo il "tedesco puro"
- gli ebrei siano privati dei diritti politici ed esclusi da tutti i pubblici impieghi
- siano proibiti tutti i matrimoni "misti", e dichiarati nulli quelli già esistenti*
aumentano continuamente e si aggravano sempre di più le persecuzioni e le aggressioni, inizia l'esodo, finché...
1938 la crescita della persecuzione porta alla NOTTE DEI CRISTALLI (8/9 novembre)...
dopo di essa le comunità ebraiche che sono state le vittime delle aggressioni, delle violenze, degli assassini e delle distruzioni, sono condannate dal regime a pagare in "risarcimento" oltre un miliardo di marchi complessivamente !!
Il nazismo ha intanto cominciato a progettare quella che chiamerà la SOLUZIONE FINALE...
Vengono adottate con apposite leggi e attivamente messe in pratica anche altri provvedi-menti "razziali" ed "eugenetici":
- si opprimono in vario modo tutti i gruppi etnici non tedeschi
- si discriminano e si avvia l'annientamento degli "asociali": i gitani, gli handicap-pati, gli omosessuali, i testimoni di Geova ecc.
- si decide per legge e si mette in atto la sterilizzazione forzata dei portatori di malattie ereditarie
- si decide per legge e si mette in atto la soppressione dei malati di mente definiti "incurabili"...
- ...e la "eutanasia" per i malati terminali
- si selezionano giovani maschi e femmine "razzialmente puri" per programmi di procreazione che si svolgono in appositi centri per la moltiplicazione della razza ariana che continueranno a funzionare fino alla fine della guerra (giovani SS saranno, per esempio, ritirati per poche ore dalla battaglia di Stalingrado e mandati ad insemi-nare giovani ariane nelle retrovie, per poi essere immediatamente rimandati a mo-rire secondo l'esplicito ordine del Führer...)
Il nazismo creò in Germania un regime terroristico permanente. Gestapo ed SS potevano “agire indipendentemente dalle norme del diritto. Dal 1933 al 1939 un milione di tedeschi (per un terzo comunisti) vennero internati senza alcun processo nei Lager delle SS. Pressoché nessuno di loro ne uscirà vivo.
Ogni possibile opposizione al regime venne così ad essere completamente o quasi completamente inesistente:
- i comunisti erano stati quasi del tutto annientati, sopravvissero solo piccolissimi gruppi che furono i soli a continuare ad agire nella clandestinità
- i socialdemocratici ebbero anch’essi i propri quadri dirigenti ed intermedi quasi completamente annientati; la loro base fu conquistata dalla propaganda nazista
- i cattolici aderirono al regime dopo il concordato del 1933. Nel 1937 tuttavia Pio XI emanò un’enciclica, “Con crescente dolore...” che prendeva finalmente posizione contro il nazismo: essa non ebbe alcuna divulgazione in Germania, e restò quasi sconosciuta anche nel resto d’Europa. Un’unica esperienza di resistenza cattolica fu quella del gruppo clandestino che aveva scelto il nome di “La rosa bianca”, i suoi membri furono tutti sterminati dai nazisti
- anche i protestanti si piegarono. Nel 1938 le chiese protestanti arrivarono a giurare fedeltà al III Reich
- anche dei liberali come organizzazione non si sentì più parlare. Alcuni fra gli intellettuali liberali che erano riusciti a fuggire all’estero (con altri intellettuali di tutti gli orientamenti) facevano sentire la propria voce dai luoghi (Inghilterra, Stati Uniti...) verso i quali erano riusciti ad espatriare. Ma la loro voce non poteva certo giungere in Germania
Oltre allo strettissimo controllo del potere totalitario del quale si era impadronito, oltre al terrorismo permanente, all’internamento ed all’eliminazione degli oppositori, oltre alla politica razzista, il nazismo articolò il proprio dominio capillare sulla società anche utilizzando abilmente altri strumenti :
- il “Fronte del lavoro”: cioè la militarizzazione della classe operaia
- la “Gioventù hitleriana”: cioé l’inquadramento, la militarizzazione e la fanatizzazione della gioventù di ogni età
- lo “Istituto di cultura del Reich”: controllava capillarmente tutta la vita culturale della Germania
- il “Ministero per la propaganda”, costruito ad imitazione del Minculpop mussoliniano e guidato da Goëbbels, costruiva capillarmente il consenso delle masse al regime attraverso il controllo totale ed abilissimo della radio, del cinematografo, dei giornali e di tutta la stampa, di ogni forma di attività di spettacolo e di ogni attività e manifestazione pubblica
- le grandi coreografie di massa, le manifestazioni oceaniche, i raduni, le sfilate militari, le manifestazioni sportive, le feste popolari, le manifestazioni bandistiche e folkloristiche, servivano a mantenere un perpetuo stato di delirio e di euforia di massa ed a costituire, tramite le frequentissime apparizioni del Führer e grazie alla sua oratoria trascinante, un “rapporto diretto fra le masse e il loro Capo”, un legame ipnotico, una vera e propria psicosi collettiva
- la “nuova architettura” di A. Speer
LA POLITICA ECONOMICA NAZISTA
- stretti rapporti del regime nazista con i maggiori e più importanti trust industriali, come la Krüps, la Bayer, la BMW, la Volkswagen...Lo stato nazista favorisce con le proprie commesse lo sviluppo dei grandi potentati del capitalismo tedesco e li utilizza sopratutto per la ricostruzione prima e per il potenziamento poi dell’apparato bellico
- viene quindi favorita ed ampliata la produzione della grande industria pesante in generale e si attua una politica di costruzione ininterrotta di grandi opere pubbliche, cosi riuscendo a preparare la macchina da guerra che si dovrà poi usare per il progetto di aggressione al mondo e contemporaneamente a riassorbire la disoccupazione, guadagnandosi così il consenso delle masse
- si esercita un controllo militare severissimo della classe operaia, ma la si blandisce anche con miglioramenti della legislazione sociale e con l’elevamento delle condizioni materiali di vita
GLI ALTRI REGIMI FASCISTI
1928 dittatura militare di Salazar in Portogallo
1926-1934 dittature militari in Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia
1933 colpo di stato autoritario di Dollfuss in Austria
1936 dittatura fascista di Metaxas in Grecia
1939 dittatura fascista di Francisco Franco in Spagna
RELAZIONI INTERNAZIONALI
1921-1936
1921 si costituisce la Piccola Intesa tra la Jugoslavia la Cecoslovacchia e la Romania voluta dalla Francia
1924 Mussolini firma con il governo jugoslavo il Patto di Roma col quale Fiume è assegnata all’Italia (cfr Giolitti)
1925 Conferenza di Locarno per la distensione
1926 patto dell’Italia con l’Albania che diventa un satellite di Roma
1928 il piano Briand-Kellog (firmato anche dall’Italia)
1929 la crisi internazionale, finanziaria, economica, politica
1931 invasione giapponese della Manciuria
1932 iniziano i lavori della Conferenza di Ginevra sul disarmo, continueranno fino al 1936, senza conseguire alcun apprezzabile risultato
1933 in Germania va al potere Adolf Hitler
la Germania si ritira dalla Conferenza di Ginevra e dalla Società delle Nazioni
anche il Giappone fa lo stesso
Mussolini propone un Patto a quattro fra Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia che dovrebbe garantire la pace internazionale sulla base di una revisione del trattato di pace di Versailles; la cosa non ha seguito
1934 Hitler fa assassinare il Cancelliere austriaco Dollfuss allo scopo di poter invadere l’Austria e così annetterla alla Germania; Mussolini, garante a norma degli accordi di Versailles dell’indipendenza della repubblica austriaca, schiera due divisioni al Brennero. Hitler per il momento rinuncia al proprio progetto di espansione
1935 la Germania si riappropria della Saar (la regione mineraria che i trattati di Versailles avevano dichiarato internazionalizzata per quindici anni) attraverso un plebiscito
in violazione di quegli stessi accordi internazionali, Hitler ripristina inoltre il servizio militare obbligatorio e riarma
in reazione al riarmo tedesco si riunisce in aprile la Conferenza di Stresa dove si costitui-sce quello che verrà chiamato il Fronte di Stresa: Italia, Gran Bretagna e Francia condannano il riarmo tedesco, ribadiscono i punti dell’intesa di Locarno e garantiscono solennemente l’indipendenza dell’Austria
Nello stesso anno si ha anche una importante svolta nella politica internazionale del-l’URSS che l’anno precedente era entrata a far parte della Società delle Nazioni: l’Unione Sovietica stringe adesso un’alleanza militare con la Francia e la Cecoslovacchia e inaugura la politica dei “fronti popolari”; su questa linea che prevede l’alleanza con i socialisti ed i socialdemocratici e con tutti i progressisti - fino a prima definiti “socialfascisti” - in funzione di una lotta unitaria contro il nazifascismo, si schierano adesso tutti i partiti comunisti delle diverse nazioni
Sembrò così per un poco che l’aggressività nazista avrebbe potuto essere soffocata sul nascere dall’intreccio delle alleanze fra Francia, Gran Bretagna, Italia, Unione Sovietica e Piccola Intesa filofrancese (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania.
Sarà proprio l’iniziativa di Mussolini, con l’aggressione all’Etiopia – un membro, proprio come l’Italia, della Società delle Nazioni – che ebbe inizio nell’ottobre, a spezzare questo equilibrio ed a mutare il quadro della politica internazionale, con-cretamente impedendo così con le proprie scelte l’isolamento di Hitler nella rovi-nosa alleanza col quale viceversa, isolato dalle Sanzioni decretate contro l’Italia dalla stessa Società delle Nazioni (novembre: 52 nazioni su proposta di Eden), Mussolini trascinerà il proprio Paese
a ciò si aggiunse, immediatamente dopo, in Spagna, l’insubordinazione dei generali fascisti contro la repubblica democratica cui fece seguito la tragedia della guerra civile spagnola
1936 nell’ottobre si stringe il Patto di amicizia tra Italia e Germania che Mussolini volle chiamare Asse Roma-Berlino
LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
1923 nella Spagna monarchica si costituisce con un colpo di stato e con l’appoggio del re la dittatura militare del generale Miguel Primo de Rivera, durerà per otto anni
1931 le elezioni alle quali la lotta popolare ha costretto la monarchia portano alla vittoria dei socialisti-repubblicani ed alla costituzione della Repubblica
1933 la destra vince le elezioni del 19 novembre (44% alla destra, 21% alla sinistra)
si forma il partito fascista della Falange
1935 in conseguenza della nuova linea internazionale dei “fronti popolari” voluta dal Comintern (vedi) si può costituire la alleanza politica di tutte le sinistre
1936 16 febbraio, il Fronte Popolare ( comunisti, socialisti sindacalisti, repubblicani) vince le elezioni
17 luglio “pronunciamiento” fascista (Falange) dei generali felloni comandanti delle truppe del Marocco guidati da Francisco Franco
le truppe fasciste sbarcano nella Spagna metropolitana, l’Esercito della Repubblica si spacca in due. Inizia così la guerra civile. Il governo democratico arma il popolo per la di-fesa della Costituzione.
Italia e Germania intervengono in aiuto dei golpisti con le truppe di terra italiane, l’aviazione da caccia e da bombardamento (Guernica, 1937) tedesca e con massicci aiuti militari
Il governo francese, che pure è un governo anch’esso di Fronte Popolare costituitosi con le elezioni del maggio 1936 (Leon Blum), decide il “non intervento”.
Da tutto il mondo, però accorrono volontari antifascisti nel tentativo di difendere la democrazia spagnola: si costituiscono così le Brigate Internazionali, all’interno delle quali sono importanti anche le italiane Brigate Garibaldi; per la prima volta dopo quasi quindici anni di dittatura fascista, italiani antifascisti impugnano le armi contro gli oppressori della libertà del proprio paese. La prima colonna italiana organizzata da Carlo Rosselli ha il motto “Oggi in Spagna, domani in Italia”: nel marzo del 1937, nella battaglia di Guadalajara la Brigata Garibaldi sconfigge in uno scontro diretto le truppe di Mussolini
L’URSS soltanto, tra i governi antifascisti, manda aiuti militari al governo spagnolo
Contrasti interni al governo democratico spagnolo (comunisti contro POUM e anarchici, “guerra civile nella guerra civile”) indeboliscono però il fronte democratico e i massicci aiuti nazifascisti portano, dopo una lunga resistenza (“no pasaràn”) alla sconfitta militare dei difensori della Costituzione...
1939 marzo, le truppe di Francisco Franco prendono Madrid ed instaurano la dittatura fascista
Francia ed Inghilterra riconoscono il governo del Caudillo (=Duce) spagnolo
- vengono sciolti tutti i partiti politici eccetto il partito nazista
- si stipula un Concordato con il Vaticano che dà quindi il proprio consenso allo scioglimento del Zentrum e dei sindacati cattolici
1 aprile, inizia la compagna di boicottaggio contro i commercianti ebrei
30 giugno, la “Notte dei Lunghi Coltelli”, vengono sterminati i capi delle SA, riuniti per una loro festa, che volevano una “seconda ondata” nazista che portasse all’abolizione dei profitti della grande industria capitalistica privata e la “nazistificazione” dell’economia e dell’industria tedesca
luglio, una legge stabilisce che il NSDAP è l’unico partito legittimo in Germania
la burocrazia e i dipendenti pubblici vengono epurati dagli elementi non fidati
1934 agosto, alla morte di Hindenburg, Hitler si autonomina Presidente del Reich, e in questa veste riceve di conseguenza il giuramento di fedeltà delle Forze Armate;
Ha inizio il III° Reich.
1935 15 settembre, le Leggi di Norimberga
(in Germania, a quei tempi, le persone registrate come di religione ebraica erano in tutto mezzo milione, su circa 60 milioni di tedeschi).
Già in precedenza il regime aveva escluso gli ebrei da molti lavori e professioni:
- uffici pubblici
- magistratura
- professione medica
- insegnamento
- giornali
- spettacolo
adesso si stabilisce che:
- è cittadino solo il "tedesco puro"
- gli ebrei siano privati dei diritti politici ed esclusi da tutti i pubblici impieghi
- siano proibiti tutti i matrimoni "misti", e dichiarati nulli quelli già esistenti*
aumentano continuamente e si aggravano sempre di più le persecuzioni e le aggressioni, inizia l'esodo, finché...
1938 la crescita della persecuzione porta alla NOTTE DEI CRISTALLI (8/9 novembre)...
dopo di essa le comunità ebraiche che sono state le vittime delle aggressioni, delle violenze, degli assassini e delle distruzioni, sono condannate dal regime a pagare in "risarcimento" oltre un miliardo di marchi complessivamente !!
Il nazismo ha intanto cominciato a progettare quella che chiamerà la SOLUZIONE FINALE...
Vengono adottate con apposite leggi e attivamente messe in pratica anche altri provvedi-menti "razziali" ed "eugenetici":
- si opprimono in vario modo tutti i gruppi etnici non tedeschi
- si discriminano e si avvia l'annientamento degli "asociali": i gitani, gli handicap-pati, gli omosessuali, i testimoni di Geova ecc.
- si decide per legge e si mette in atto la sterilizzazione forzata dei portatori di malattie ereditarie
- si decide per legge e si mette in atto la soppressione dei malati di mente definiti "incurabili"...
- ...e la "eutanasia" per i malati terminali
- si selezionano giovani maschi e femmine "razzialmente puri" per programmi di procreazione che si svolgono in appositi centri per la moltiplicazione della razza ariana che continueranno a funzionare fino alla fine della guerra (giovani SS saranno, per esempio, ritirati per poche ore dalla battaglia di Stalingrado e mandati ad insemi-nare giovani ariane nelle retrovie, per poi essere immediatamente rimandati a mo-rire secondo l'esplicito ordine del Führer...)
Il nazismo creò in Germania un regime terroristico permanente. Gestapo ed SS potevano “agire indipendentemente dalle norme del diritto. Dal 1933 al 1939 un milione di tedeschi (per un terzo comunisti) vennero internati senza alcun processo nei Lager delle SS. Pressoché nessuno di loro ne uscirà vivo.
Ogni possibile opposizione al regime venne così ad essere completamente o quasi completamente inesistente:
- i comunisti erano stati quasi del tutto annientati, sopravvissero solo piccolissimi gruppi che furono i soli a continuare ad agire nella clandestinità
- i socialdemocratici ebbero anch’essi i propri quadri dirigenti ed intermedi quasi completamente annientati; la loro base fu conquistata dalla propaganda nazista
- i cattolici aderirono al regime dopo il concordato del 1933. Nel 1937 tuttavia Pio XI emanò un’enciclica, “Con crescente dolore...” che prendeva finalmente posizione contro il nazismo: essa non ebbe alcuna divulgazione in Germania, e restò quasi sconosciuta anche nel resto d’Europa. Un’unica esperienza di resistenza cattolica fu quella del gruppo clandestino che aveva scelto il nome di “La rosa bianca”, i suoi membri furono tutti sterminati dai nazisti
- anche i protestanti si piegarono. Nel 1938 le chiese protestanti arrivarono a giurare fedeltà al III Reich
- anche dei liberali come organizzazione non si sentì più parlare. Alcuni fra gli intellettuali liberali che erano riusciti a fuggire all’estero (con altri intellettuali di tutti gli orientamenti) facevano sentire la propria voce dai luoghi (Inghilterra, Stati Uniti...) verso i quali erano riusciti ad espatriare. Ma la loro voce non poteva certo giungere in Germania
Oltre allo strettissimo controllo del potere totalitario del quale si era impadronito, oltre al terrorismo permanente, all’internamento ed all’eliminazione degli oppositori, oltre alla politica razzista, il nazismo articolò il proprio dominio capillare sulla società anche utilizzando abilmente altri strumenti :
- il “Fronte del lavoro”: cioè la militarizzazione della classe operaia
- la “Gioventù hitleriana”: cioé l’inquadramento, la militarizzazione e la fanatizzazione della gioventù di ogni età
- lo “Istituto di cultura del Reich”: controllava capillarmente tutta la vita culturale della Germania
- il “Ministero per la propaganda”, costruito ad imitazione del Minculpop mussoliniano e guidato da Goëbbels, costruiva capillarmente il consenso delle masse al regime attraverso il controllo totale ed abilissimo della radio, del cinematografo, dei giornali e di tutta la stampa, di ogni forma di attività di spettacolo e di ogni attività e manifestazione pubblica
- le grandi coreografie di massa, le manifestazioni oceaniche, i raduni, le sfilate militari, le manifestazioni sportive, le feste popolari, le manifestazioni bandistiche e folkloristiche, servivano a mantenere un perpetuo stato di delirio e di euforia di massa ed a costituire, tramite le frequentissime apparizioni del Führer e grazie alla sua oratoria trascinante, un “rapporto diretto fra le masse e il loro Capo”, un legame ipnotico, una vera e propria psicosi collettiva
- la “nuova architettura” di A. Speer
LA POLITICA ECONOMICA NAZISTA
- stretti rapporti del regime nazista con i maggiori e più importanti trust industriali, come la Krüps, la Bayer, la BMW, la Volkswagen...Lo stato nazista favorisce con le proprie commesse lo sviluppo dei grandi potentati del capitalismo tedesco e li utilizza sopratutto per la ricostruzione prima e per il potenziamento poi dell’apparato bellico
- viene quindi favorita ed ampliata la produzione della grande industria pesante in generale e si attua una politica di costruzione ininterrotta di grandi opere pubbliche, cosi riuscendo a preparare la macchina da guerra che si dovrà poi usare per il progetto di aggressione al mondo e contemporaneamente a riassorbire la disoccupazione, guadagnandosi così il consenso delle masse
- si esercita un controllo militare severissimo della classe operaia, ma la si blandisce anche con miglioramenti della legislazione sociale e con l’elevamento delle condizioni materiali di vita
GLI ALTRI REGIMI FASCISTI
1928 dittatura militare di Salazar in Portogallo
1926-1934 dittature militari in Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia
1933 colpo di stato autoritario di Dollfuss in Austria
1936 dittatura fascista di Metaxas in Grecia
1939 dittatura fascista di Francisco Franco in Spagna
RELAZIONI INTERNAZIONALI
1921-1936
1921 si costituisce la Piccola Intesa tra la Jugoslavia la Cecoslovacchia e la Romania voluta dalla Francia
1924 Mussolini firma con il governo jugoslavo il Patto di Roma col quale Fiume è assegnata all’Italia (cfr Giolitti)
1925 Conferenza di Locarno per la distensione
1926 patto dell’Italia con l’Albania che diventa un satellite di Roma
1928 il piano Briand-Kellog (firmato anche dall’Italia)
1929 la crisi internazionale, finanziaria, economica, politica
1931 invasione giapponese della Manciuria
1932 iniziano i lavori della Conferenza di Ginevra sul disarmo, continueranno fino al 1936, senza conseguire alcun apprezzabile risultato
1933 in Germania va al potere Adolf Hitler
la Germania si ritira dalla Conferenza di Ginevra e dalla Società delle Nazioni
anche il Giappone fa lo stesso
Mussolini propone un Patto a quattro fra Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia che dovrebbe garantire la pace internazionale sulla base di una revisione del trattato di pace di Versailles; la cosa non ha seguito
1934 Hitler fa assassinare il Cancelliere austriaco Dollfuss allo scopo di poter invadere l’Austria e così annetterla alla Germania; Mussolini, garante a norma degli accordi di Versailles dell’indipendenza della repubblica austriaca, schiera due divisioni al Brennero. Hitler per il momento rinuncia al proprio progetto di espansione
1935 la Germania si riappropria della Saar (la regione mineraria che i trattati di Versailles avevano dichiarato internazionalizzata per quindici anni) attraverso un plebiscito
in violazione di quegli stessi accordi internazionali, Hitler ripristina inoltre il servizio militare obbligatorio e riarma
in reazione al riarmo tedesco si riunisce in aprile la Conferenza di Stresa dove si costitui-sce quello che verrà chiamato il Fronte di Stresa: Italia, Gran Bretagna e Francia condannano il riarmo tedesco, ribadiscono i punti dell’intesa di Locarno e garantiscono solennemente l’indipendenza dell’Austria
Nello stesso anno si ha anche una importante svolta nella politica internazionale del-l’URSS che l’anno precedente era entrata a far parte della Società delle Nazioni: l’Unione Sovietica stringe adesso un’alleanza militare con la Francia e la Cecoslovacchia e inaugura la politica dei “fronti popolari”; su questa linea che prevede l’alleanza con i socialisti ed i socialdemocratici e con tutti i progressisti - fino a prima definiti “socialfascisti” - in funzione di una lotta unitaria contro il nazifascismo, si schierano adesso tutti i partiti comunisti delle diverse nazioni
Sembrò così per un poco che l’aggressività nazista avrebbe potuto essere soffocata sul nascere dall’intreccio delle alleanze fra Francia, Gran Bretagna, Italia, Unione Sovietica e Piccola Intesa filofrancese (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania.
Sarà proprio l’iniziativa di Mussolini, con l’aggressione all’Etiopia – un membro, proprio come l’Italia, della Società delle Nazioni – che ebbe inizio nell’ottobre, a spezzare questo equilibrio ed a mutare il quadro della politica internazionale, con-cretamente impedendo così con le proprie scelte l’isolamento di Hitler nella rovi-nosa alleanza col quale viceversa, isolato dalle Sanzioni decretate contro l’Italia dalla stessa Società delle Nazioni (novembre: 52 nazioni su proposta di Eden), Mussolini trascinerà il proprio Paese
a ciò si aggiunse, immediatamente dopo, in Spagna, l’insubordinazione dei generali fascisti contro la repubblica democratica cui fece seguito la tragedia della guerra civile spagnola
1936 nell’ottobre si stringe il Patto di amicizia tra Italia e Germania che Mussolini volle chiamare Asse Roma-Berlino
LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
1923 nella Spagna monarchica si costituisce con un colpo di stato e con l’appoggio del re la dittatura militare del generale Miguel Primo de Rivera, durerà per otto anni
1931 le elezioni alle quali la lotta popolare ha costretto la monarchia portano alla vittoria dei socialisti-repubblicani ed alla costituzione della Repubblica
1933 la destra vince le elezioni del 19 novembre (44% alla destra, 21% alla sinistra)
si forma il partito fascista della Falange
1935 in conseguenza della nuova linea internazionale dei “fronti popolari” voluta dal Comintern (vedi) si può costituire la alleanza politica di tutte le sinistre
1936 16 febbraio, il Fronte Popolare ( comunisti, socialisti sindacalisti, repubblicani) vince le elezioni
17 luglio “pronunciamiento” fascista (Falange) dei generali felloni comandanti delle truppe del Marocco guidati da Francisco Franco
le truppe fasciste sbarcano nella Spagna metropolitana, l’Esercito della Repubblica si spacca in due. Inizia così la guerra civile. Il governo democratico arma il popolo per la di-fesa della Costituzione.
Italia e Germania intervengono in aiuto dei golpisti con le truppe di terra italiane, l’aviazione da caccia e da bombardamento (Guernica, 1937) tedesca e con massicci aiuti militari
Il governo francese, che pure è un governo anch’esso di Fronte Popolare costituitosi con le elezioni del maggio 1936 (Leon Blum), decide il “non intervento”.
Da tutto il mondo, però accorrono volontari antifascisti nel tentativo di difendere la democrazia spagnola: si costituiscono così le Brigate Internazionali, all’interno delle quali sono importanti anche le italiane Brigate Garibaldi; per la prima volta dopo quasi quindici anni di dittatura fascista, italiani antifascisti impugnano le armi contro gli oppressori della libertà del proprio paese. La prima colonna italiana organizzata da Carlo Rosselli ha il motto “Oggi in Spagna, domani in Italia”: nel marzo del 1937, nella battaglia di Guadalajara la Brigata Garibaldi sconfigge in uno scontro diretto le truppe di Mussolini
L’URSS soltanto, tra i governi antifascisti, manda aiuti militari al governo spagnolo
Contrasti interni al governo democratico spagnolo (comunisti contro POUM e anarchici, “guerra civile nella guerra civile”) indeboliscono però il fronte democratico e i massicci aiuti nazifascisti portano, dopo una lunga resistenza (“no pasaràn”) alla sconfitta militare dei difensori della Costituzione...
1939 marzo, le truppe di Francisco Franco prendono Madrid ed instaurano la dittatura fascista
Francia ed Inghilterra riconoscono il governo del Caudillo (=Duce) spagnolo
4.12.2011
FRANZ ANTON MESMER 1734 - 1815
Vita
Nacque nei pressi del lago di Costanza, in Germania, studiò all'università gesuita di Dillingen e medicina all'Università di Vienna dal 1759. Nel 1766 si laureò in medicina con una tesi dal titolo De planetarum influxu in corpus humanum nella quale discusse l'influenza esercitata dalla Luna e dai pianeti sugli esseri umani e sulle malattie. Nel 1768 si trasferì aVienna dove ebbe occasione di conoscere Mozart (ricordiamo che il mesmerismo è citato nell'opera "Così fan tutte" (1790) quando Despina, travestita da medico, tocca con una calamita, definita “pietra mesmerica”, la testa di due finti infermi), e nel 1778 si spostò a Parigi dove espose le sue teorie.
Le teorie
Mesmer si interessava di scienze naturali, ma anche di alchimia e di esoterismo, e alla luce dell'Illuminismo cercò di dare un indirizzo razionale alle pratiche esorcistiche e mistiche.
Tentò, dapprima, di trovare cure per le malattie utilizzando il magnetismo minerale, applicando ferro calamitato sui pazienti. Si convinse in seguito dell'esistenza di una forza, o "fluido", che si sprigionasse direttamente dall'organismo umano capace di agire sugli altri organismi.
Propose, quindi, una terapia detta mesmerismo, con quattro principi fondamentali:
▪ un sottile fluido fisico, chiamato magnetismo animale, riempie l'universo e forma un mezzo di connessione tra l'uomo, la terra e i corpi celesti e tra uomo e uomo;
▪ la malattia ha origine dalla carenza di tale fluido all'interno del corpo umano;
▪ con l'aiuto di alcune tecniche il fluido può essere incanalato, convogliato in altre persone;
▪ in questo modo si possono provocare "crisi" nel paziente e curare malattie.
Elaborò in questo modo un metodo di cura in un primo tempo costituito dalla semplice applicazione di magneti sulle parti del corpo da curare, e successivamente sviluppato con molte varianti tra cui imposizione di mani irraggianti "energie benefiche", bagni collettivi in grandi tinozze contenenti "acque magnetizzate", e induzione di stati di coscienza alterati, che egli chiamava sonnambulismo artificiale, e che possono essere considerati precursori dell'ipnosi.
Per spiegare meglio le operazioni da eseguire durante la cura, scrisse un saggio Mémoire sur la découverte du magnétisme animal (Memoria sulla scoperta del magnetismo animale, 1779).
Per fare luce sulle sue controverse pratiche, nel 1784 il re Luigi XVI nominò una commissione di indagine composta da grandi scienziati tra cuiAntoine Lavoisier e Benjamin Franklin (che all'epoca era in visita in Europa), che dopo alcuni mesi di indagini e di esperimenti condotti con l'assenso di un allievo di Mesmer giunse alla conclusione che gli apparenti benefici della terapia fossero dovuti esclusivamente a quello che oggi chiamiamo effetto placebo.
Il rapporto della commissione anticipa la maggior parte dei metodi e delle tecniche usati ancora oggi nelle indagini sui presunti fenomeni paranormali e sulle medicine alternative.
Le sue teorie (mesmerismo) diedero vita a importante movimento tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, ma furono sempre smentite dalla comunità scientifica, in quanto ritenute prive di ogni fondamento scientifico e del tutto inefficaci sul piano terapeutico.
Stefan Zweig scrisse una sua biografia nella raccolta Die Heilung durch den Geist. Un'altra testimonianza dell'interesse che il mesmerismo suscitò all'epoca è rappresentata dal racconto di Edgar Allan Poe La verità sul caso del signor Valdemar.
Mesmer morì nel 1815, quasi dimenticato.
Nacque nei pressi del lago di Costanza, in Germania, studiò all'università gesuita di Dillingen e medicina all'Università di Vienna dal 1759. Nel 1766 si laureò in medicina con una tesi dal titolo De planetarum influxu in corpus humanum nella quale discusse l'influenza esercitata dalla Luna e dai pianeti sugli esseri umani e sulle malattie. Nel 1768 si trasferì aVienna dove ebbe occasione di conoscere Mozart (ricordiamo che il mesmerismo è citato nell'opera "Così fan tutte" (1790) quando Despina, travestita da medico, tocca con una calamita, definita “pietra mesmerica”, la testa di due finti infermi), e nel 1778 si spostò a Parigi dove espose le sue teorie.
Le teorie
Mesmer si interessava di scienze naturali, ma anche di alchimia e di esoterismo, e alla luce dell'Illuminismo cercò di dare un indirizzo razionale alle pratiche esorcistiche e mistiche.
Tentò, dapprima, di trovare cure per le malattie utilizzando il magnetismo minerale, applicando ferro calamitato sui pazienti. Si convinse in seguito dell'esistenza di una forza, o "fluido", che si sprigionasse direttamente dall'organismo umano capace di agire sugli altri organismi.
Propose, quindi, una terapia detta mesmerismo, con quattro principi fondamentali:
▪ un sottile fluido fisico, chiamato magnetismo animale, riempie l'universo e forma un mezzo di connessione tra l'uomo, la terra e i corpi celesti e tra uomo e uomo;
▪ la malattia ha origine dalla carenza di tale fluido all'interno del corpo umano;
▪ con l'aiuto di alcune tecniche il fluido può essere incanalato, convogliato in altre persone;
▪ in questo modo si possono provocare "crisi" nel paziente e curare malattie.
Elaborò in questo modo un metodo di cura in un primo tempo costituito dalla semplice applicazione di magneti sulle parti del corpo da curare, e successivamente sviluppato con molte varianti tra cui imposizione di mani irraggianti "energie benefiche", bagni collettivi in grandi tinozze contenenti "acque magnetizzate", e induzione di stati di coscienza alterati, che egli chiamava sonnambulismo artificiale, e che possono essere considerati precursori dell'ipnosi.
Per spiegare meglio le operazioni da eseguire durante la cura, scrisse un saggio Mémoire sur la découverte du magnétisme animal (Memoria sulla scoperta del magnetismo animale, 1779).
Per fare luce sulle sue controverse pratiche, nel 1784 il re Luigi XVI nominò una commissione di indagine composta da grandi scienziati tra cuiAntoine Lavoisier e Benjamin Franklin (che all'epoca era in visita in Europa), che dopo alcuni mesi di indagini e di esperimenti condotti con l'assenso di un allievo di Mesmer giunse alla conclusione che gli apparenti benefici della terapia fossero dovuti esclusivamente a quello che oggi chiamiamo effetto placebo.
Il rapporto della commissione anticipa la maggior parte dei metodi e delle tecniche usati ancora oggi nelle indagini sui presunti fenomeni paranormali e sulle medicine alternative.
Le sue teorie (mesmerismo) diedero vita a importante movimento tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, ma furono sempre smentite dalla comunità scientifica, in quanto ritenute prive di ogni fondamento scientifico e del tutto inefficaci sul piano terapeutico.
Stefan Zweig scrisse una sua biografia nella raccolta Die Heilung durch den Geist. Un'altra testimonianza dell'interesse che il mesmerismo suscitò all'epoca è rappresentata dal racconto di Edgar Allan Poe La verità sul caso del signor Valdemar.
Mesmer morì nel 1815, quasi dimenticato.
4.11.2011
il patto Briand Kellog
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Patto Briand-Kellogg
Il Patto Briand-Kellogg altrimenti noto come Trattato di rinuncia alla guerra o Patto di Parigi è un trattato multilaterale stilato a Parigi il 27 agosto 1928, entrato formalmente in vigore il 24 luglio 1929 con il fine di eliminare la guerra quale strumento di politica internazionale.
Storia del trattato
Il Ministro degli Esteri francese Aristide Briand nella primavera del 1927 propose al Segretario di Stato americano Frank Kellogg un patto bilaterale di non aggressione sperando di vincolare gli Stati Uniti d'America ad un rete di protezione internazionale contro possibili volontà guerrafondaie della Germania contro la Francia. Kellogg abbracciò l'idea ma propose la conversione in un accordo generale multilaterale.
Kellogg voleva infatti approfittare dell'occasione per proporre anche a Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna di sedere allo stesso tavolo, per affrontare una questione che aveva certamente una portata ben più ampia del solo rapporto di allenza tra Francia e Stati Uniti. Venne steso un testo che risultava aperto all'adesione incondizionata di tutti gli altri paesi del mondo.
La guerra, considerata fino ad allora la prerogativa principe della sovranità degli stati, veniva spogliata proprio della sua liceità: finalmente, gli stati si proponevano di rinunciare a far valere i loro interessi con la forza delle armi.
I due principali articoli del Trattato, composto da tre articoli, recitano infatti quanto segue:
"Articolo I: Le alte parti contraenti dichiarano solennemente in nome dei loro popoli rispettivi di condannare il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali e di rinunziare a usarne come strumento di politica nazionale nelle loro relazioni reciproche."
"Articolo II: Le alte parti contraenti riconoscono che il regolamento o la risoluzione di tutte le divergenze o conflitti di qualunque natura o di qualunque origine possano essere, che avessero a nascere tra di loro, non dovrà mai essere cercato se non con mezzi pacifici."
Il Patto, le cui ratifiche vennero depositate a Washington fino al 1939 da 63 stati - tra i quali Stati Uniti d'America, Australia, Canada, Cecoslovacchia, Germania, Regno Unito, India, Stato libero d'Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Unione del Sudafrica, Polonia, Belgio, Francia e Giappone -, non trovò però mai effettiva applicazione a causa delle lacune e delle omissiomi su alcuni punti salienti.
Un grave difetto del patto era l'assoluta mancanza di sanzioni che condannassero la violazione di quanto dallo stesso prescritto: nel testo del trattato si fa riferimento ad una qualche forma di sanzione solo nel Preambolo, in cui si afferma che "tutti i Paesi firmatari che cercheranno di sviluppare gli interessi nazionali, facendo ricorso alla guerra, saranno privati dei benefici del presente trattato"; la perdita dei benefici consistendo nell'esposizione dello stato trasgeressore alle ritorsioni individuali o collettive degli altri paesi.
Inoltre, come sancito dall'Articolo II del trattato, la rinuncia alla guerra valeva esclusivamente nei rapporti reciproci tra gli stati contraenti ed era quindi privo di alcun valore verso quegli stati che erano rimasti fuori del trattato.
Infine, il trattato evitava di regolamentare il diritto di adottare misure simili alla guerra, come la rappresaglia armata ed, inoltre, la messa al bando della guerra come causa di risoluzione delle controversie tra gli stati firmatari non escludeva (benché nessuna parte del trattato vi faccia esplicito riferimento) il ricorso alla legittima difesa: la mancata adozione del trattato si deve proprio al fatto che gli stati firmatari continuarono a riservarsi il diritto incondizionato a ricorrere alla legittima difesa anche nei confronti degli altri firmatari.
Tutti i rappresentanti concordarono sulla necessità che fosse bandita la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, ma , allo stesso tempo, stabilivano unanimemente che fosse impossibile rinunciarvi, poiché era il solo modo per difendersi da un attacco o da un'invasione, e si appellavano al diritto di ricorrere alla legittima difesa come norma di diritto consuetudinario.
Gli stati firmatari furono infatti concordi con le dichiarazioni dal segretario americano Kellogg il quale intervenendo all'American Society of International Law, nel 1928, giustificò la mancanza di un riferimento espresso alla legittima difesa nel proprio progetto, sulla base del "riconoscimento implicito" della stessa:
"Non c'è nulla nella bozza americano di un trattato contro la guerra che restringa o limiti in alcun modo il diritto all'autodifesa. Tale diritto è inerente ad ogni stato sovrano ed è implicito in ogni trattato. Ogni nazione è comunque libera di difendere il proprio territorio da un attacco o da un'invasione senza riguardo alle clausole del trattato, ed essa solo è competente a decidere se le circostanze richiedano di ricorrerre alla guerra di autodifesa"
Tale dichiarazione da parte americana lasciava agli stati firmatari, sulla base del diritto inalienabile all'autodifesa, la libertà di valutare quando poter legittimamente intervenire: ogni paese poteva dunque autonomamente interpretare la norma di diritto internazionale, in relazione ai propri interessi e sottraendosi in questo modo agli obblighi assunti con il Patto.
Il Tribunale Militare Internazionale, instaurato a seguito della Seconda Guerra mondiale per giudicare i crimini nazisti poté esercitare la propria giurisdizione nel corso del Processo di Norimberga facendo riferimento proprio al Patto Briand-Kellogg quale base giuridica.
L'articolo 6 dell'Accordo di Londra, istitutivo del Tribunale, aveva infatti definito crimine contro la pace: "la pianificazione, la preparazione, l'inizio o la conduzione di una guerra di aggressione o di una guerra in violazione dei trattati internazionali, di accordi e assicurazioni, o la partecipazione in un comune piano di cospirazione per il completamento di qualcuno dei precedenti".
Il Tribunale, sulla base di quanto espresso in tale articolo e considerando che la Germania era tra gli stati che avevano ratificato il Patto di Parigi, valutò quindi il ricorso tedesco alla guerra un crimine internazionale: il Tribunale sentenziò infatti che gli stati, ratificando l'accordo di Parigi, avevano incondizionatamente condannato il ricorso alla forza come strumento politico, rinunciandovi cosi esplicitamente; ogni stato che, dopo aver ratificato il Patto, avesse fatto ricorso alla guerra, avrebbe commesso un crimine.
Patto Briand-Kellogg
Il Patto Briand-Kellogg altrimenti noto come Trattato di rinuncia alla guerra o Patto di Parigi è un trattato multilaterale stilato a Parigi il 27 agosto 1928, entrato formalmente in vigore il 24 luglio 1929 con il fine di eliminare la guerra quale strumento di politica internazionale.
Storia del trattato
Il Ministro degli Esteri francese Aristide Briand nella primavera del 1927 propose al Segretario di Stato americano Frank Kellogg un patto bilaterale di non aggressione sperando di vincolare gli Stati Uniti d'America ad un rete di protezione internazionale contro possibili volontà guerrafondaie della Germania contro la Francia. Kellogg abbracciò l'idea ma propose la conversione in un accordo generale multilaterale.
Kellogg voleva infatti approfittare dell'occasione per proporre anche a Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna di sedere allo stesso tavolo, per affrontare una questione che aveva certamente una portata ben più ampia del solo rapporto di allenza tra Francia e Stati Uniti. Venne steso un testo che risultava aperto all'adesione incondizionata di tutti gli altri paesi del mondo.
La guerra, considerata fino ad allora la prerogativa principe della sovranità degli stati, veniva spogliata proprio della sua liceità: finalmente, gli stati si proponevano di rinunciare a far valere i loro interessi con la forza delle armi.
I due principali articoli del Trattato, composto da tre articoli, recitano infatti quanto segue:
"Articolo I: Le alte parti contraenti dichiarano solennemente in nome dei loro popoli rispettivi di condannare il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali e di rinunziare a usarne come strumento di politica nazionale nelle loro relazioni reciproche."
"Articolo II: Le alte parti contraenti riconoscono che il regolamento o la risoluzione di tutte le divergenze o conflitti di qualunque natura o di qualunque origine possano essere, che avessero a nascere tra di loro, non dovrà mai essere cercato se non con mezzi pacifici."
Il Patto, le cui ratifiche vennero depositate a Washington fino al 1939 da 63 stati - tra i quali Stati Uniti d'America, Australia, Canada, Cecoslovacchia, Germania, Regno Unito, India, Stato libero d'Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Unione del Sudafrica, Polonia, Belgio, Francia e Giappone -, non trovò però mai effettiva applicazione a causa delle lacune e delle omissiomi su alcuni punti salienti.
Un grave difetto del patto era l'assoluta mancanza di sanzioni che condannassero la violazione di quanto dallo stesso prescritto: nel testo del trattato si fa riferimento ad una qualche forma di sanzione solo nel Preambolo, in cui si afferma che "tutti i Paesi firmatari che cercheranno di sviluppare gli interessi nazionali, facendo ricorso alla guerra, saranno privati dei benefici del presente trattato"; la perdita dei benefici consistendo nell'esposizione dello stato trasgeressore alle ritorsioni individuali o collettive degli altri paesi.
Inoltre, come sancito dall'Articolo II del trattato, la rinuncia alla guerra valeva esclusivamente nei rapporti reciproci tra gli stati contraenti ed era quindi privo di alcun valore verso quegli stati che erano rimasti fuori del trattato.
Infine, il trattato evitava di regolamentare il diritto di adottare misure simili alla guerra, come la rappresaglia armata ed, inoltre, la messa al bando della guerra come causa di risoluzione delle controversie tra gli stati firmatari non escludeva (benché nessuna parte del trattato vi faccia esplicito riferimento) il ricorso alla legittima difesa: la mancata adozione del trattato si deve proprio al fatto che gli stati firmatari continuarono a riservarsi il diritto incondizionato a ricorrere alla legittima difesa anche nei confronti degli altri firmatari.
Tutti i rappresentanti concordarono sulla necessità che fosse bandita la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, ma , allo stesso tempo, stabilivano unanimemente che fosse impossibile rinunciarvi, poiché era il solo modo per difendersi da un attacco o da un'invasione, e si appellavano al diritto di ricorrere alla legittima difesa come norma di diritto consuetudinario.
Gli stati firmatari furono infatti concordi con le dichiarazioni dal segretario americano Kellogg il quale intervenendo all'American Society of International Law, nel 1928, giustificò la mancanza di un riferimento espresso alla legittima difesa nel proprio progetto, sulla base del "riconoscimento implicito" della stessa:
"Non c'è nulla nella bozza americano di un trattato contro la guerra che restringa o limiti in alcun modo il diritto all'autodifesa. Tale diritto è inerente ad ogni stato sovrano ed è implicito in ogni trattato. Ogni nazione è comunque libera di difendere il proprio territorio da un attacco o da un'invasione senza riguardo alle clausole del trattato, ed essa solo è competente a decidere se le circostanze richiedano di ricorrerre alla guerra di autodifesa"
Tale dichiarazione da parte americana lasciava agli stati firmatari, sulla base del diritto inalienabile all'autodifesa, la libertà di valutare quando poter legittimamente intervenire: ogni paese poteva dunque autonomamente interpretare la norma di diritto internazionale, in relazione ai propri interessi e sottraendosi in questo modo agli obblighi assunti con il Patto.
Il Tribunale Militare Internazionale, instaurato a seguito della Seconda Guerra mondiale per giudicare i crimini nazisti poté esercitare la propria giurisdizione nel corso del Processo di Norimberga facendo riferimento proprio al Patto Briand-Kellogg quale base giuridica.
L'articolo 6 dell'Accordo di Londra, istitutivo del Tribunale, aveva infatti definito crimine contro la pace: "la pianificazione, la preparazione, l'inizio o la conduzione di una guerra di aggressione o di una guerra in violazione dei trattati internazionali, di accordi e assicurazioni, o la partecipazione in un comune piano di cospirazione per il completamento di qualcuno dei precedenti".
Il Tribunale, sulla base di quanto espresso in tale articolo e considerando che la Germania era tra gli stati che avevano ratificato il Patto di Parigi, valutò quindi il ricorso tedesco alla guerra un crimine internazionale: il Tribunale sentenziò infatti che gli stati, ratificando l'accordo di Parigi, avevano incondizionatamente condannato il ricorso alla forza come strumento politico, rinunciandovi cosi esplicitamente; ogni stato che, dopo aver ratificato il Patto, avesse fatto ricorso alla guerra, avrebbe commesso un crimine.
3.11.2011
Franz Kafka
IN LOGGIONE
[1916-1917]
Se un'acrobata a cavallo, fragile, tisica venisse spinta per mesi interi senza interruzione in giro nel maneggio sopra un cavallo vacillante dinanzi a un pubblico instancabile da un direttore di circo spietato sempre colla frusta in mano, continuando a frullare sul cavallo, gettando baci, oscillando sulla vita, e se questo spettacolo proseguisse in mezzo al fracasso dell'orchestra e dei ventilatori nel grigio futuro che continua a spalancarsi sempre, accompagnato dall'applauso, che si estingue e poi torna ad ingrossare, di mani che son veri martelli a vapore - forse un giovane frequentatore del loggione si precipiterebbe per la lunga scala, traversando tutti gli ordini di posti, nel maneggio, e griderebbe: Basta! tra le fanfare dell'orchestra sempre pronta a seguir gli ordini.
Ma non è così: una bella dama bianca e rossa, entra lieve dal velario che due orgogliosi servitori in livrea sollevano per lei; il direttore, cercando ossequioso i suoi occhi, le sospira incontro con devozione bestiale, la solleva cauto sul cavallo pomellato, come se fosse la sua nipote preferita che parte per un viaggio pericoloso; né riesce a decidersi a dar il segno colla frusta; ma alla fine lo dà con uno schiocco, facendo forza a se stesso; e corre accanto al cavallo con la bocca aperta; seguendo con sguardo attento i salti della donna; e non par quasi comprendere la sua abilità; comincia a metterla in guardia con parole inglesi; richiama con voce furente alla massima attenzione gli stallieri che tengono i cerchi; scongiura con le mani levate l'orchestra di tacere prima del grande salto mortale; infine solleva la piccola acrobata dal cavallo tremante, la bacia sulle guance e nessun omaggio del pubblico gli par adeguato; mentre la donna sostenuta da lui, sulla punta dei piedi, circonfusa di polvere, allargando le braccia e inclinando indietro la testa vuol dividere con tutto il circo la sua felicità, - quando questo avviene il frequentatore del loggione posa il viso sul parapetto e, naufragando nella marcia finale come in un greve sogno, piange senza saperlo.
Ma non è così: una bella dama bianca e rossa, entra lieve dal velario che due orgogliosi servitori in livrea sollevano per lei; il direttore, cercando ossequioso i suoi occhi, le sospira incontro con devozione bestiale, la solleva cauto sul cavallo pomellato, come se fosse la sua nipote preferita che parte per un viaggio pericoloso; né riesce a decidersi a dar il segno colla frusta; ma alla fine lo dà con uno schiocco, facendo forza a se stesso; e corre accanto al cavallo con la bocca aperta; seguendo con sguardo attento i salti della donna; e non par quasi comprendere la sua abilità; comincia a metterla in guardia con parole inglesi; richiama con voce furente alla massima attenzione gli stallieri che tengono i cerchi; scongiura con le mani levate l'orchestra di tacere prima del grande salto mortale; infine solleva la piccola acrobata dal cavallo tremante, la bacia sulle guance e nessun omaggio del pubblico gli par adeguato; mentre la donna sostenuta da lui, sulla punta dei piedi, circonfusa di polvere, allargando le braccia e inclinando indietro la testa vuol dividere con tutto il circo la sua felicità, - quando questo avviene il frequentatore del loggione posa il viso sul parapetto e, naufragando nella marcia finale come in un greve sogno, piange senza saperlo.
1914 La settimana rossa
La Settimana Rossa fu un'insurrezione popolare verificatasi ad Ancona tra il 7 e il 14 giugno 1914 che si estese alla Romagna, alla Toscana e ad altre parti d'Italia, contestavando una serie di riforme introdotte da Giovanni Giolitti. L'insurrezione è rimasta famosa perché i poliziotti aprirono il fuoco su dei pacifici manifestanti.
Il comizio antimilitarista convocato il 7 giugno (anniversario dello statuto), per protestare contro le "Compagnie di Disciplina", contro il militarismo, contro la guerra, e a favore di Augusto Masetti e Antonio Moroni, due militari di leva. Il primo, rinchiuso come pazzo nel manicomio criminale (aveva sparato al suo colonnello prima di partire per la guerra di Libia), e l'altro inviato in una Compagnia di Disciplina per le sue idee (era sindacalista-rivoluzionario). Essendo quella del 7 giugno una giornata piovosa, si decise di spostare il comizio alle ore 18 alla "Villa Rossa"[1] sede del partito repubblicano di Ancona. Alla presenza di circa 600 persone, repubblicani, anarchici e socialisti, parlano il segretario della Camera del Lavoro, Pietro Nenni, Pelizza, Errico Malatesta per gli anarchici e Marinelli per i giovani repubblicani. Dalla villa si decise si muovere verso la vicina piazza Roma dove si stava tenendo un concerto della banda militare.
La forza pubblica, volutamente distribuita su due ali in modo da bloccare l'accesso alla piazza e far defluire in fila indiana verso la periferia della città la folla, dopo aver avvisato i manifestanti con ripetuti squilli di tromba, iniziò a picchiare indiscriminatamente anche donne e bambini, mentre dai tetti e dalle finestre delle case furono lanciati pietre e mattoni. Alcuni colpi di pistola vennero esplosi, probabilmente da una guardia di pubblica sicurezza, i carabinieri, credendoli (secondo la loro versione) partiti dalla folla, aprirono il fuoco: spararono circa 70 colpi. Tre dimostranti furono uccisi: Antonio Casaccia di 24 anni, Nello Budini di 17 anni, repubblicani morirono all'ospedale e l'anarchico Attilio Gianbrignoni di 22 anni morì sul colpo. Vi furono anche cinque feriti tra la folla e diciassette tra i carabinieri.
Un'ondata di indignazione si sparse subito per tutta la città, mentre le forze di polizia si tenevano cautamente distanti.
Il Comitato Centrale del Sindacato dei Ferrovieri era riunito ad Ancona e su proposta di Errico Malatesta dichiarò lo sciopero di categoria, che per motivi organizzativi iniziò il 9 giugno, in concomitanza dei funerali dei manifestanti che tuttavia si svolsero in maniera abbastanza tranquilla, e in alcune regioni solo il 10. I moti dalle Marche e dalla Romagna, si propagarono in Toscana ed in altre parti d'Italia. Lo sciopero generale durò un paio di giorni, la successiva mobilitazione dell'esercito convinse il sindacato ad abbandonare la lotta.
« Furono sette giorni di febbre durante i quali la rivoluzione sembrò prendere consistenza di realtà, più per la vigliaccheria dei poteri centrali e dei conservatori che per l'urto che saliva dal basso... Per la prima volta forse in Italia colla adesione dei ferrovieri allo sciopero, tutta la vita della nazione era paralizzata. »
Pietro Nenni, qualche tempo dopo, disse che a volere l'eccidio a tutti i costi, fu la polizia di Ancona che lo provocò e lo premeditò in combutta con la forza reazionaria.
La rivolta fallì a causa della mancanza di unità: non c'erano organizzazioni in grado d'incanalare le forze e dare loro un programma.
Il comizio antimilitarista convocato il 7 giugno (anniversario dello statuto), per protestare contro le "Compagnie di Disciplina", contro il militarismo, contro la guerra, e a favore di Augusto Masetti e Antonio Moroni, due militari di leva. Il primo, rinchiuso come pazzo nel manicomio criminale (aveva sparato al suo colonnello prima di partire per la guerra di Libia), e l'altro inviato in una Compagnia di Disciplina per le sue idee (era sindacalista-rivoluzionario). Essendo quella del 7 giugno una giornata piovosa, si decise di spostare il comizio alle ore 18 alla "Villa Rossa"[1] sede del partito repubblicano di Ancona. Alla presenza di circa 600 persone, repubblicani, anarchici e socialisti, parlano il segretario della Camera del Lavoro, Pietro Nenni, Pelizza, Errico Malatesta per gli anarchici e Marinelli per i giovani repubblicani. Dalla villa si decise si muovere verso la vicina piazza Roma dove si stava tenendo un concerto della banda militare.
La forza pubblica, volutamente distribuita su due ali in modo da bloccare l'accesso alla piazza e far defluire in fila indiana verso la periferia della città la folla, dopo aver avvisato i manifestanti con ripetuti squilli di tromba, iniziò a picchiare indiscriminatamente anche donne e bambini, mentre dai tetti e dalle finestre delle case furono lanciati pietre e mattoni. Alcuni colpi di pistola vennero esplosi, probabilmente da una guardia di pubblica sicurezza, i carabinieri, credendoli (secondo la loro versione) partiti dalla folla, aprirono il fuoco: spararono circa 70 colpi. Tre dimostranti furono uccisi: Antonio Casaccia di 24 anni, Nello Budini di 17 anni, repubblicani morirono all'ospedale e l'anarchico Attilio Gianbrignoni di 22 anni morì sul colpo. Vi furono anche cinque feriti tra la folla e diciassette tra i carabinieri.
Un'ondata di indignazione si sparse subito per tutta la città, mentre le forze di polizia si tenevano cautamente distanti.
Il Comitato Centrale del Sindacato dei Ferrovieri era riunito ad Ancona e su proposta di Errico Malatesta dichiarò lo sciopero di categoria, che per motivi organizzativi iniziò il 9 giugno, in concomitanza dei funerali dei manifestanti che tuttavia si svolsero in maniera abbastanza tranquilla, e in alcune regioni solo il 10. I moti dalle Marche e dalla Romagna, si propagarono in Toscana ed in altre parti d'Italia. Lo sciopero generale durò un paio di giorni, la successiva mobilitazione dell'esercito convinse il sindacato ad abbandonare la lotta.
« Furono sette giorni di febbre durante i quali la rivoluzione sembrò prendere consistenza di realtà, più per la vigliaccheria dei poteri centrali e dei conservatori che per l'urto che saliva dal basso... Per la prima volta forse in Italia colla adesione dei ferrovieri allo sciopero, tutta la vita della nazione era paralizzata. »
Pietro Nenni, qualche tempo dopo, disse che a volere l'eccidio a tutti i costi, fu la polizia di Ancona che lo provocò e lo premeditò in combutta con la forza reazionaria.
La rivolta fallì a causa della mancanza di unità: non c'erano organizzazioni in grado d'incanalare le forze e dare loro un programma.
GERMANIA: dal 1918 fino al Mein Kampf - Gli eventi fino al 1933 -RELAZIONI INTERNAZIONALI - Dal
GERMANIA: 1918 fino al Mein Kampf
dopo la rivoluzione a Monaco e a Berlino (spartachisti della Spartakusbund)...
1918 9 novembre, proclamazione socialdemocratica della repubblica; è presidente Ebert, i socialdemocratici si sono accordati con i generali Hindenburg e Ludendorff, capi della destra militarista sull’intenzione di soffocare qualsiasi tentativo rivoluzionario
1919 i comunisti della Lega di Spartaco, costituitisi in KPD e alleatisi con settori dell’esercito, tentano l’insurrezione rivoluzionaria; dal 10 al 17 gennaio si svolgono combattimenti (la “settimana di sangue”) nei quali alla fine prevalgono le truppe del governo socialdemocratico appoggiate dai Freikorps, milizie volontarie di estrema destra. Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, capi del KPD, vengono massacrati quando sono già stati arrestati
19 gennaio: elezioni (a suffragio universale) per l’Assemblea Nazionale che si insedia a Weimar e prepara la nuova Costituzione: la nuova Germania sarà una repubblica federale suddivisa in Länder, il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dal popolo sarà dotato di ampli poteri (presidenzialismo), il Parlamento federale (Reichstag) sarà eletto col sistema proporzionale, il capo del governo (il Cancelliere), indicato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati elettorali, sarà responsabile sia di fronte al Presidente che al Parlamento, i diritti fondamentali e le libertà democratiche personali saranno pienamente garantiti
1920 Adolf Hitler fonda l’ancora esiguo Partito Nazional-Socialista dei Lavoratori Tedeschi, NSDAP
1921 aprile, reazioni di sdegno e di sgomento popolare di fronte alla comunicazione delle condizioni di pace imposte a Versailles dai vincitori della guerra; l’opinione pubblica accusa i socialdemocratici di essere stati complici dei vincitori (i “criminali di novembre”). Aumenta di conseguenza il peso politico e la forza del Centro cattolico e della destra nazionalistica.
Viene pagata la prima rata del debito di guerra
1922 il ministro degli esteri, Rathenau, che è un ricco industriale di religione ebraica viene assassinato dall’estrema destra.
la Germania sospende il pagamento del debito di guerra chiedendo una dilazione
1923 gennaio, Francia e Belgio, in ritorsione, occupano militarmente il bacino della Ruhr
l’inflazione è sempre più dura, il marco tedesco crolla rapidamente su valori sempre più drammatici:
L’inflazione avvantaggia i proprietari immobiliari, i proprietari terrieri, gli industriali che possono pagare i salari con moneta svalutata e farsi pagare i propri crediti in valute forti. Si aggrava sempre di più il divario tra pochi ricchi e le grandi masse dei sempre più poveri
Si costituisce un governo di emergenza di “unità nazionale” guidato da Streseman che è il leader della destra moderata e che riunisce tutte le forze cosiddette “costituzionali”: i socialdemocratici dello SPD, i cattolici del Zentrum, i liberali dello FPD. Questo governo durerà dal 1923 al 1926, Streseman resterà poi nel governo fino al 1929.
Restano all’opposizione, a sinistra i comunisti del KPD, a destra il NSDAP ed altri raggruppamenti di estrema destra.
Viene represso dal governo un tentativo insurrezionale comunista ad Amburgo
Viene represso dal governo il primo tentativo dell’estrema destra, il cosiddetto Putsch di Monaco guidato Da Hitler e Ludendorff; Hitler arrestato resterà in prigione per otto mesi durante i quali scriverà il Mein Kampf
IL PROGRAMMA DI HITLER
dal Mein Kampf
1. lavare la cosiddetta “onta di Versailles”; costruire la “Grande Germania” attraverso la riunificazione di tutti i tedeschi;
2. conquistare alla Germania lo “spazio vitale” ad Est, riducendo in schiavitù gli Slavi che sono da considerarsi una “razza inferiore”
3. distruggere il più grande nemico: il bolscevismo sovietico; trasformare quel grande paese in un possedimento dell’imperialismo germanico
4. lotta alla “plutocrazia” dei paesi capitalistici occidentali, dominati dall’internazionale ebraica
5. i tedeschi sono una “stirpe eletta”, la loro “razza ariana” è l’unica veramente purissima, essi hanno il diritto ed il destino di dominare il mondo, schiacciando tutte le razze inferiori e fra di esse soprattutto la “razza ebraica”; sarà instaurato nel mondo il “Neue Ordnung”, il “Nuovo Ordine”.
6. si imporrà il “Führerprinzip”: il principio della obbedienza assoluta all’autorità del Capo che sostituirà il “parlamentarismo irresponsabile”.
La strategia per il perseguimento di tali obbiettivi prevede fin dai primi passi l’uso massiccio della propaganda antisemita ed anticomunista, l’attacco frontale e violento contro ebrei e comunisti: presentare ai tedeschi dei capri espiatori, accusati di essere i veri ed unici colpevoli interni ed internazionali della crisi che attanaglia la Germania dovrà ottenere lo scopo di unire il popolo dietro le bandiere della croce uncinata. Si dovrà nel frattempo promettere al popolo la giustizia sociale, la piena occupazione, un’equa distribuzione dei redditi, il riassestamento dell’economia nazionale
Patto Briand-Kellogg
Il Patto Briand-Kellogg altrimenti noto come Trattato di rinuncia alla guerra o Patto di Parigi è un trattato multilaterale stilato a Parigi il 27 agosto 1928, entrato formalmente in vigore il 24 luglio 1929 con il fine di eliminare la guerra quale strumento di politica internazionale.
Storia del trattato
Il Ministro degli Esteri francese Aristide Briand nella primavera del 1927 propose al Segretario di Stato americano Frank Kellogg un patto bilaterale di non aggressione sperando di vincolare gli Stati Uniti d'America ad un rete di protezione internazionale contro possibili volontà guerrafondaie della Germania contro la Francia. Kellogg abbracciò l'idea ma propose la conversione in un accordo generale multilaterale.
Kellogg voleva infatti approfittare dell'occasione per proporre anche a Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna di sedere allo stesso tavolo, per affrontare una questione che aveva certamente una portata ben più ampia del solo rapporto di allenza tra Francia e Stati Uniti. Venne steso un testo che risultava aperto all'adesione incondizionata di tutti gli altri paesi del mondo.
La guerra, considerata fino ad allora la prerogativa principe della sovranità degli stati, veniva spogliata proprio della sua liceità: finalmente, gli stati si proponevano di rinunciare a far valere i loro interessi con la forza delle armi.
I due principali articoli del Trattato, composto da tre articoli, recitano infatti quanto segue:
"Articolo I: Le alte parti contraenti dichiarano solennemente in nome dei loro popoli rispettivi di condannare il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali e di rinunziare a usarne come strumento di politica nazionale nelle loro relazioni reciproche."
"Articolo II: Le alte parti contraenti riconoscono che il regolamento o la risoluzione di tutte le divergenze o conflitti di qualunque natura o di qualunque origine possano essere, che avessero a nascere tra di loro, non dovrà mai essere cercato se non con mezzi pacifici."
Il Patto, le cui ratifiche vennero depositate a Washington fino al 1939 da 63 stati - tra i quali Stati Uniti d'America, Australia, Canada, Cecoslovacchia, Germania, Regno Unito, India, Stato libero d'Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Unione del Sudafrica, Polonia, Belgio, Francia e Giappone -, non trovò però mai effettiva applicazione a causa delle lacune e delle omissiomi su alcuni punti salienti.
Un grave difetto del patto era l'assoluta mancanza di sanzioni che condannassero la violazione di quanto dallo stesso prescritto: nel testo del trattato si fa riferimento ad una qualche forma di sanzione solo nel Preambolo, in cui si afferma che "tutti i Paesi firmatari che cercheranno di sviluppare gli interessi nazionali, facendo ricorso alla guerra, saranno privati dei benefici del presente trattato"; la perdita dei benefici consistendo nell'esposizione dello stato trasgeressore alle ritorsioni individuali o collettive degli altri paesi.
Inoltre, come sancito dall'Articolo II del trattato, la rinuncia alla guerra valeva esclusivamente nei rapporti reciproci tra gli stati contraenti ed era quindi privo di alcun valore verso quegli stati che erano rimasti fuori del trattato.
Infine, il trattato evitava di regolamentare il diritto di adottare misure simili alla guerra, come la rappresaglia armata ed, inoltre, la messa al bando della guerra come causa di risoluzione delle controversie tra gli stati firmatari non escludeva (benché nessuna parte del trattato vi faccia esplicito riferimento) il ricorso alla legittima difesa: la mancata adozione del trattato si deve proprio al fatto che gli stati firmatari continuarono a riservarsi il diritto incondizionato a ricorrere alla legittima difesa anche nei confronti degli altri firmatari.
Tutti i rappresentanti concordarono sulla necessità che fosse bandita la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, ma , allo stesso tempo, stabilivano unanimemente che fosse impossibile rinunciarvi, poiché era il solo modo per difendersi da un attacco o da un'invasione, e si appellavano al diritto di ricorrere alla legittima difesa come norma di diritto consuetudinario.
Gli stati firmatari furono infatti concordi con le dichiarazioni dal segretario americano Kellogg il quale intervenendo all'American Society of International Law, nel 1928, giustificò la mancanza di un riferimento espresso alla legittima difesa nel proprio progetto, sulla base del "riconoscimento implicito" della stessa:
"Non c'è nulla nella bozza americano di un trattato contro la guerra che restringa o limiti in alcun modo il diritto all'autodifesa. Tale diritto è inerente ad ogni stato sovrano ed è implicito in ogni trattato. Ogni nazione è comunque libera di difendere il proprio territorio da un attacco o da un'invasione senza riguardo alle clausole del trattato, ed essa solo è competente a decidere se le circostanze richiedano di ricorrerre alla guerra di autodifesa"
Tale dichiarazione da parte americana lasciava agli stati firmatari, sulla base del diritto inalienabile all'autodifesa, la libertà di valutare quando poter legittimamente intervenire: ogni paese poteva dunque autonomamente interpretare la norma di diritto internazionale, in relazione ai propri interessi e sottraendosi in questo modo agli obblighi assunti con il Patto.
Il Tribunale Militare Internazionale, instaurato a seguito della Seconda Guerra mondiale per giudicare i crimini nazisti poté esercitare la propria giurisdizione nel corso del Processo di Norimberga facendo riferimento proprio al Patto Briand-Kellogg quale base giuridica.
L'articolo 6 dell'Accordo di Londra, istitutivo del Tribunale, aveva infatti definito crimine contro la pace: "la pianificazione, la preparazione, l'inizio o la conduzione di una guerra di aggressione o di una guerra in violazione dei trattati internazionali, di accordi e assicurazioni, o la partecipazione in un comune piano di cospirazione per il completamento di qualcuno dei precedenti".
Il Tribunale, sulla base di quanto espresso in tale articolo e considerando che la Germania era tra gli stati che avevano ratificato il Patto di Parigi, valutò quindi il ricorso tedesco alla guerra un crimine internazionale: il Tribunale sentenziò infatti che gli stati, ratificando l'accordo di Parigi, avevano incondizionatamente condannato il ricorso alla forza come strumento politico, rinunciandovi cosi esplicitamente; ogni stato che, dopo aver ratificato il Patto, avesse fatto ricorso alla guerra, avrebbe commesso un crimine.
dopo la rivoluzione a Monaco e a Berlino (spartachisti della Spartakusbund)...
1918 9 novembre, proclamazione socialdemocratica della repubblica; è presidente Ebert, i socialdemocratici si sono accordati con i generali Hindenburg e Ludendorff, capi della destra militarista sull’intenzione di soffocare qualsiasi tentativo rivoluzionario
1919 i comunisti della Lega di Spartaco, costituitisi in KPD e alleatisi con settori dell’esercito, tentano l’insurrezione rivoluzionaria; dal 10 al 17 gennaio si svolgono combattimenti (la “settimana di sangue”) nei quali alla fine prevalgono le truppe del governo socialdemocratico appoggiate dai Freikorps, milizie volontarie di estrema destra. Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, capi del KPD, vengono massacrati quando sono già stati arrestati
19 gennaio: elezioni (a suffragio universale) per l’Assemblea Nazionale che si insedia a Weimar e prepara la nuova Costituzione: la nuova Germania sarà una repubblica federale suddivisa in Länder, il Presidente della Repubblica, eletto direttamente dal popolo sarà dotato di ampli poteri (presidenzialismo), il Parlamento federale (Reichstag) sarà eletto col sistema proporzionale, il capo del governo (il Cancelliere), indicato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati elettorali, sarà responsabile sia di fronte al Presidente che al Parlamento, i diritti fondamentali e le libertà democratiche personali saranno pienamente garantiti
1920 Adolf Hitler fonda l’ancora esiguo Partito Nazional-Socialista dei Lavoratori Tedeschi, NSDAP
1921 aprile, reazioni di sdegno e di sgomento popolare di fronte alla comunicazione delle condizioni di pace imposte a Versailles dai vincitori della guerra; l’opinione pubblica accusa i socialdemocratici di essere stati complici dei vincitori (i “criminali di novembre”). Aumenta di conseguenza il peso politico e la forza del Centro cattolico e della destra nazionalistica.
Viene pagata la prima rata del debito di guerra
1922 il ministro degli esteri, Rathenau, che è un ricco industriale di religione ebraica viene assassinato dall’estrema destra.
la Germania sospende il pagamento del debito di guerra chiedendo una dilazione
1923 gennaio, Francia e Belgio, in ritorsione, occupano militarmente il bacino della Ruhr
l’inflazione è sempre più dura, il marco tedesco crolla rapidamente su valori sempre più drammatici:
1914 34 DM per 1 $un chilo di pane, nel novembre del 1923, costa 400 miliardi di marchi tedeschi, cioè come poco più di 10 cents americani!
1919 70 DM per 1 $
1922 2.420 DM per 1 $
1923 giugno 100.000 DM per 1 $
agosto 4.600.000 DM per 1 $
sett. 100.000.000 DM per 1 $
ott. 25 miliardi DM per 1 $
nov. 4.200 miliardi DM per 1 $
L’inflazione avvantaggia i proprietari immobiliari, i proprietari terrieri, gli industriali che possono pagare i salari con moneta svalutata e farsi pagare i propri crediti in valute forti. Si aggrava sempre di più il divario tra pochi ricchi e le grandi masse dei sempre più poveri
Si costituisce un governo di emergenza di “unità nazionale” guidato da Streseman che è il leader della destra moderata e che riunisce tutte le forze cosiddette “costituzionali”: i socialdemocratici dello SPD, i cattolici del Zentrum, i liberali dello FPD. Questo governo durerà dal 1923 al 1926, Streseman resterà poi nel governo fino al 1929.
Restano all’opposizione, a sinistra i comunisti del KPD, a destra il NSDAP ed altri raggruppamenti di estrema destra.
Viene represso dal governo un tentativo insurrezionale comunista ad Amburgo
Viene represso dal governo il primo tentativo dell’estrema destra, il cosiddetto Putsch di Monaco guidato Da Hitler e Ludendorff; Hitler arrestato resterà in prigione per otto mesi durante i quali scriverà il Mein Kampf
IL PROGRAMMA DI HITLER
dal Mein Kampf
1. lavare la cosiddetta “onta di Versailles”; costruire la “Grande Germania” attraverso la riunificazione di tutti i tedeschi;
2. conquistare alla Germania lo “spazio vitale” ad Est, riducendo in schiavitù gli Slavi che sono da considerarsi una “razza inferiore”
3. distruggere il più grande nemico: il bolscevismo sovietico; trasformare quel grande paese in un possedimento dell’imperialismo germanico
4. lotta alla “plutocrazia” dei paesi capitalistici occidentali, dominati dall’internazionale ebraica
5. i tedeschi sono una “stirpe eletta”, la loro “razza ariana” è l’unica veramente purissima, essi hanno il diritto ed il destino di dominare il mondo, schiacciando tutte le razze inferiori e fra di esse soprattutto la “razza ebraica”; sarà instaurato nel mondo il “Neue Ordnung”, il “Nuovo Ordine”.
6. si imporrà il “Führerprinzip”: il principio della obbedienza assoluta all’autorità del Capo che sostituirà il “parlamentarismo irresponsabile”.
La strategia per il perseguimento di tali obbiettivi prevede fin dai primi passi l’uso massiccio della propaganda antisemita ed anticomunista, l’attacco frontale e violento contro ebrei e comunisti: presentare ai tedeschi dei capri espiatori, accusati di essere i veri ed unici colpevoli interni ed internazionali della crisi che attanaglia la Germania dovrà ottenere lo scopo di unire il popolo dietro le bandiere della croce uncinata. Si dovrà nel frattempo promettere al popolo la giustizia sociale, la piena occupazione, un’equa distribuzione dei redditi, il riassestamento dell’economia nazionale
Viene annullata la vecchia moneta (il DM) che ormai non ha più alcun valore e viene so-stituita dal RM (Renten Mark = marco di rendita), garantito internazionalmente dal valore delle proprietà dello stato. Viene rilanciato il debito pubblico, vengono aumentate le tasse, viene ridotta la spesa pubblica
1924 Piano Dawes: la grande finanza statunitense si trova al momento in possesso di un esubero di capitale che ha necessità di investire; decide quindi di aprire un ampio credito alla Germania perché possa essere rilanciata la produzione industriale tedesca e possano essere pagati i debiti di guerra. Sul medio periodo sarebbe stato un affare vantaggiosissimo per il capitalismo americano. Anche la Francia, dove sono al governo le sinistre, approva quel piano e ritira le proprie truppe dalla Ruhr...
...ne segue un grande boom dell’economia tedesca, in pochi anni (nel 1927) avrà superato addirittura i propri livelli di anteguerra, soprattutto alla poderosa e ra-pidissima crescita dei settori siderurgico, elettrico e chimico
1925 in questo nuovo clima viene convocata la Conferenza internazionale di Locarno dalla quale si uscirà con un importante trattato, il Trattato di Locarno appunto, per la distensione in-ternazionale: Francia Belgio e Germania si impegnano solennemente a non violare mai più i rispettivi confini (ma Streseman non prende un simile impegno per quanto riguarda le proprie frontiere orientali...)
in Germania Hindenburg viene eletto Presidente della Repubblica, grazie alle divisioni dei partiti della sinistra, coi voti di una destra che è in crescita ed alla quale si ricollegano i nazisti che adesso si proclamano difensori della legalità costituzionale
1928 il Patto Briand – Kellogg (francese il primo, statunitense il secondo): con esso quindici stati, fra i quali la Germania, condannano solennemente “il ricorso alla guerra per il rego-lamento delle controversie internazionali”
1929 la Germania è ammessa nella Società delle Nazioni; morte di Streseman (su questo Patto, una scheda qui in fondo)
il piano Young (un finanziere USA) dilaziona a 59 anni il pagamento delle riparazioni di guerra tedesche. L’economia tedesca è ormai strettamente legata all’economia ed alla fi-nanza nordamericana dalle cui sorti dipende...
...24 ottobre: il crollo di Wall Street, inizia la Grande Depressione, i capitali ameri-cani si ritirano precipitosamente dall’Europa...
...la produzione industriale tedesca crollerà così del 50% in meno di tre anni, il nu-mero dei disoccupati salirà di nuovo a sei milioni di persone, gli stessi valori del terribile 1923...
...alle elezioni del settembre 1930 i nazisti, che prima avevano 12 deputati, ne otter-ranno 107, passano cioè dal 2,6% al 18,3%...
(la Francia inizia la costruzione della Linea Maginot)
1932 nelle elezioni presidenziali del marzo Hindenburg è rieletto Presidente della Repubblica; votano per lui anche i socialdemocratici dello SPD che non sanno prevedere il ruolo che questi potrà fra breve avere nella presa del potere da parte di Hitler e, benché spaventati dalla crescita dei nazisti, si rifiutano di accordarsi con i comunisti che li accusano di non condurre un’opposizione abbastanza radicale di fronte al pericolo nazista. È significativo mettere a confronto i risultati di queste elezioni presidenziali del 1932 con quelli delle pre-cedenti del 1925:
- i nazisti raddoppiano, dal 18,3% passano al 37,4
- i comunisti crescono dal 14,6 al 16,9
- nessuna maggioranza di centro è così possibile, né lo SPD ed i suoi alleati sono disposti ad accordarsi con il KPD
nuove violenze squadristiche dei nazisti: Hitler controllando ormai la maggioranza relativa del Parlamento pretenderebbe l’incarico di formare un governo, ma il presidente Hindenburg ancora si oppone e
tenta la carta della convocazione di nuove elezioni...
6 novembre: nuove elezioni politiche per il Parlamento
- i nazisti diminuiscono dal 37 al 33 % ma conservano la maggioranza relativa
- i comunisti crescono ancora dal 14,6 al 16,9
- ancora una volta non è possibile una maggioranza di centro
...vari tentativi di fare una maggioranza con l’SPD provo-cando una scissione nell’NSDAP falliscono...
1933 30 GENNAIO: HINDENBURG NOMINA HITLER CANCELLIERE DEL REICH INCARICANDOLO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO TEDESCO
1 febbraio: Hitler chiede lo scioglimento del Reichstag e indice nuove elezioni per il marzo successivo. Viene intanto creata la Gestapo, la polizia politica segreta che sarà comandata da Göring e portato avanti l’arruolamento delle SA e delle SS (squadre di protezione) al comando di Himmler
27 febbraio, l’incendio devastante del Reichstag, una provocazione hitleriana, permette, accusando i “comunisti” di un “tentativo di colpo di stato”, di adottare importantissime “leggi eccezionali”:
- il KPD è messo fuorilegge
- vengono sospese le libertà personali ed i diritti civili
- si legittimano “pieni poteri” che sospendono le libertà civili nei sin-goli Länder
- migliaia e migliaia di comunisti (ma anche molti socialisti, cattolici ecc.) vengono
arrestati, torturati, internati
- solo il partito nazista può svolgere una propria campagna elettorale in preparazione delle elezioni volute da Hitler per pochi giorni dopo
5 marzo: nuove elezioni politiche per il Parlamento
ELEZIONI IN GERMANIA
1928-1933
(percentuali) 1928 - 1930 - luglio '32 - nov. '32 - marzo '33
Nazisti (NSDAP) 2.6 - 18.3 - 37.4 - 33.1 - 43.9
Cattolici (Zentrum) 15.2 - 14.8 - 15.7 - 15.0 . 13.9
Socialisti (SPD) 29.8 - 24.5 - 21.6 - 20.4 - 18.3
Comunisti (KPD) 10.6 - 13.1 - 14.6 - 16.9 - 12.3
Nonostante tutto quanto era accaduto, e nonostante che le elezioni si svolgessero in un clima di intimidazioni e di non libertà, i nazisti ottengono il 43,9 % dei voti (288 seggi) e, grazie ai loro alleati nazionalisti (52 seggi) controllano adesso la maggioranza assoluta del Parlamento, ma progettando di cambiare la Costituzione democratica avrebbero bisogno di controllare i 2/3 del Parlamento, allora...
...il 23 marzo alla prima convocazione del Reichstag i miliziani nazisti delle SA e delle SS impediscono fisicamente l’ingresso nell’aula di tutti i deputati comunisti e di una parte dei deputati dell’SPD, e viene presentato in votazione un decreto con il quale vengono concessi al governo i pieni poteri esecutivi ed anche legislativi, con la clausola che le nuove leggi avrebbero potuto anche “discostarsi dalla Costituzione” (“per quattro anni”)...
cattolici e liberali votano a favore di questo decreto, così esso passa con la sola oppo-sizione dei rimanenti deputati SPD (cfr. la maggioranza che votò il primo governo Mussolini del 1922: anche allora i cattolici ed i liberali erano stati decisivi...)
RELAZIONI INTERNAZIONALI - 1921-1936
1921 si costituisce la Piccola Intesa tra la Jugoslavia la Cecoslovacchia e la Romania voluta dalla Francia
1924 Mussolini firma con il governo jugoslavo il Patto di Roma col quale Fiume è assegnata all’Italia (cfr Giolitti)
1925 Conferenza di Locarno per la distensione
1926 patto dell’Italia con l’Albania che diventa un satellite di Roma
1928 il piano Briand-Kellog (firmato anche dall’Italia)
1929 la crisi internazionale, finanziaria, economica, politica
1931 invasione giapponese della Manciuria
1932 iniziano i lavori della Conferenza di Ginevra sul disarmo, continueranno fino al 1936, senza conseguire alcun apprezzabile risultato
1933 in Germania va al potere Adolf Hitler
la Germania si ritira dalla Conferenza di Ginevra e dalla Società delle Nazioni
anche il Giappone fa lo stesso
Mussolini propone un Patto a quattro fra Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia che dovrebbe garantire la pace internazionale sulla base di una revisione del trattato di pace di Versailles; la cosa non ha seguito
1934 Hitler fa assassinare il Cancelliere austriaco Dollfuss allo scopo di poter invadere l’Austria e così annetterla alla Germania; Mussolini, garante a norma degli accordi di Versailles dell’indipendenza della repubblica austriaca, schiera due divisioni al Brennero. Hitler per il momento rinuncia al proprio progetto di espansione
1935 la Germania si riappropria della Saar (la regione mineraria che i trattati di Versailles avevano dichiarato internazionalizzata per quindici anni) attraverso un plebiscito in violazione di quegli stessi accordi internazionali, Hitler ripristina inoltre il servizio mili tare obbligatorio e riarma in reazione al riarmo tedesco si riunisce in aprile la Conferenza di Stresa dove si costituisce quello che verrà chiamato il Fronte di Stresa: Italia, Gran Bretagna e Francia condannano il riarmo tedesco, ribadiscono i punti dell’intesa di Locarno e garantiscono solennemente l’indipendenza dell’Austria
Nello stesso anno si ha anche una importante svolta nella politica internazionale dell’URSS che l’anno precedente era entrata a far parte della Società delle Nazioni: l’Unione Sovietica stringe adesso un’alleanza militare con la Francia e la Cecoslovacchia e inaugura la politica dei “fronti popolari”; su questa linea che prevede l’alleanza con i socialisti ed i socialdemocratici e con tutti i progressisti - fino a prima definiti “socialfascisti” - in funzione di una lotta unitaria contro il nazifascismo, si schierano adesso tutti i partiti comunisti delle diverse nazioni
Sembrò così per un poco che l’aggressività nazista avrebbe potuto essere soffocata sul nascere dall’intreccio delle alleanze fra Francia, Gran Bretagna, Italia, Unione Sovietica e Piccola Intesa filofrancese (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania.
Sarà proprio l’iniziativa di Mussolini, con l’aggressione all’Etiopia – un membro, proprio come l’Italia, della Società delle Nazioni – che ebbe inizio nell’ottobre, a spezzare questo equilibrio ed a mutare il quadro della politica internazionale, concretamente impedendo così con le proprie scelte l’isolamento di Hitler nella rovinosa alleanza col quale viceversa, isolato dalle Sanzioni decretate contro l’Italia dalla stessa Società delle Nazioni (novembre: 52 nazioni su proposta di Eden), Mussolini trascinerà il proprio Paese alla guerra
A ciò si aggiunse, immediatamente dopo, l’insubordinazione dei generali fascisti contro la repubblica democratica cui fece seguito la tragedia della guerra civile spagnola
1936 nell’ottobre si stringe il Patto di amicizia tra Italia e Germania che Mussolini volle chia mare Asse Roma-Berlino
1924 Piano Dawes: la grande finanza statunitense si trova al momento in possesso di un esubero di capitale che ha necessità di investire; decide quindi di aprire un ampio credito alla Germania perché possa essere rilanciata la produzione industriale tedesca e possano essere pagati i debiti di guerra. Sul medio periodo sarebbe stato un affare vantaggiosissimo per il capitalismo americano. Anche la Francia, dove sono al governo le sinistre, approva quel piano e ritira le proprie truppe dalla Ruhr...
...ne segue un grande boom dell’economia tedesca, in pochi anni (nel 1927) avrà superato addirittura i propri livelli di anteguerra, soprattutto alla poderosa e ra-pidissima crescita dei settori siderurgico, elettrico e chimico
1925 in questo nuovo clima viene convocata la Conferenza internazionale di Locarno dalla quale si uscirà con un importante trattato, il Trattato di Locarno appunto, per la distensione in-ternazionale: Francia Belgio e Germania si impegnano solennemente a non violare mai più i rispettivi confini (ma Streseman non prende un simile impegno per quanto riguarda le proprie frontiere orientali...)
in Germania Hindenburg viene eletto Presidente della Repubblica, grazie alle divisioni dei partiti della sinistra, coi voti di una destra che è in crescita ed alla quale si ricollegano i nazisti che adesso si proclamano difensori della legalità costituzionale
1928 il Patto Briand – Kellogg (francese il primo, statunitense il secondo): con esso quindici stati, fra i quali la Germania, condannano solennemente “il ricorso alla guerra per il rego-lamento delle controversie internazionali”
1929 la Germania è ammessa nella Società delle Nazioni; morte di Streseman (su questo Patto, una scheda qui in fondo)
il piano Young (un finanziere USA) dilaziona a 59 anni il pagamento delle riparazioni di guerra tedesche. L’economia tedesca è ormai strettamente legata all’economia ed alla fi-nanza nordamericana dalle cui sorti dipende...
...24 ottobre: il crollo di Wall Street, inizia la Grande Depressione, i capitali ameri-cani si ritirano precipitosamente dall’Europa...
...la produzione industriale tedesca crollerà così del 50% in meno di tre anni, il nu-mero dei disoccupati salirà di nuovo a sei milioni di persone, gli stessi valori del terribile 1923...
...alle elezioni del settembre 1930 i nazisti, che prima avevano 12 deputati, ne otter-ranno 107, passano cioè dal 2,6% al 18,3%...
(la Francia inizia la costruzione della Linea Maginot)
1932 nelle elezioni presidenziali del marzo Hindenburg è rieletto Presidente della Repubblica; votano per lui anche i socialdemocratici dello SPD che non sanno prevedere il ruolo che questi potrà fra breve avere nella presa del potere da parte di Hitler e, benché spaventati dalla crescita dei nazisti, si rifiutano di accordarsi con i comunisti che li accusano di non condurre un’opposizione abbastanza radicale di fronte al pericolo nazista. È significativo mettere a confronto i risultati di queste elezioni presidenziali del 1932 con quelli delle pre-cedenti del 1925:
1925 Hindenburg (votato dalle destre) 14,6 milioni 48,5%31 luglio: elezioni politiche per il Parlamento
Wilhelm Marx (SPD+Zentrum) 13,7 milioni 45,2%
Thälmann (KPD) 1,9 milioni 6,3%
1932 Hindenburg (destre moderate con lo SPD
e il Zentrum) 19,3 milioni 53,0%
Hitler (NSDAP e altre destre) 14,4 milioni 36,8%
Thälmann (KPD) 3,7 milioni 10,2%
- i nazisti raddoppiano, dal 18,3% passano al 37,4
- i comunisti crescono dal 14,6 al 16,9
- nessuna maggioranza di centro è così possibile, né lo SPD ed i suoi alleati sono disposti ad accordarsi con il KPD
nuove violenze squadristiche dei nazisti: Hitler controllando ormai la maggioranza relativa del Parlamento pretenderebbe l’incarico di formare un governo, ma il presidente Hindenburg ancora si oppone e
tenta la carta della convocazione di nuove elezioni...
6 novembre: nuove elezioni politiche per il Parlamento
- i nazisti diminuiscono dal 37 al 33 % ma conservano la maggioranza relativa
- i comunisti crescono ancora dal 14,6 al 16,9
- ancora una volta non è possibile una maggioranza di centro
...vari tentativi di fare una maggioranza con l’SPD provo-cando una scissione nell’NSDAP falliscono...
1933 30 GENNAIO: HINDENBURG NOMINA HITLER CANCELLIERE DEL REICH INCARICANDOLO DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO TEDESCO
1 febbraio: Hitler chiede lo scioglimento del Reichstag e indice nuove elezioni per il marzo successivo. Viene intanto creata la Gestapo, la polizia politica segreta che sarà comandata da Göring e portato avanti l’arruolamento delle SA e delle SS (squadre di protezione) al comando di Himmler
27 febbraio, l’incendio devastante del Reichstag, una provocazione hitleriana, permette, accusando i “comunisti” di un “tentativo di colpo di stato”, di adottare importantissime “leggi eccezionali”:
- il KPD è messo fuorilegge
- vengono sospese le libertà personali ed i diritti civili
- si legittimano “pieni poteri” che sospendono le libertà civili nei sin-goli Länder
- migliaia e migliaia di comunisti (ma anche molti socialisti, cattolici ecc.) vengono
arrestati, torturati, internati
- solo il partito nazista può svolgere una propria campagna elettorale in preparazione delle elezioni volute da Hitler per pochi giorni dopo
5 marzo: nuove elezioni politiche per il Parlamento
ELEZIONI IN GERMANIA
1928-1933
(percentuali) 1928 - 1930 - luglio '32 - nov. '32 - marzo '33
Nazisti (NSDAP) 2.6 - 18.3 - 37.4 - 33.1 - 43.9
Cattolici (Zentrum) 15.2 - 14.8 - 15.7 - 15.0 . 13.9
Socialisti (SPD) 29.8 - 24.5 - 21.6 - 20.4 - 18.3
Comunisti (KPD) 10.6 - 13.1 - 14.6 - 16.9 - 12.3
Nonostante tutto quanto era accaduto, e nonostante che le elezioni si svolgessero in un clima di intimidazioni e di non libertà, i nazisti ottengono il 43,9 % dei voti (288 seggi) e, grazie ai loro alleati nazionalisti (52 seggi) controllano adesso la maggioranza assoluta del Parlamento, ma progettando di cambiare la Costituzione democratica avrebbero bisogno di controllare i 2/3 del Parlamento, allora...
...il 23 marzo alla prima convocazione del Reichstag i miliziani nazisti delle SA e delle SS impediscono fisicamente l’ingresso nell’aula di tutti i deputati comunisti e di una parte dei deputati dell’SPD, e viene presentato in votazione un decreto con il quale vengono concessi al governo i pieni poteri esecutivi ed anche legislativi, con la clausola che le nuove leggi avrebbero potuto anche “discostarsi dalla Costituzione” (“per quattro anni”)...
cattolici e liberali votano a favore di questo decreto, così esso passa con la sola oppo-sizione dei rimanenti deputati SPD (cfr. la maggioranza che votò il primo governo Mussolini del 1922: anche allora i cattolici ed i liberali erano stati decisivi...)
RELAZIONI INTERNAZIONALI - 1921-1936
1921 si costituisce la Piccola Intesa tra la Jugoslavia la Cecoslovacchia e la Romania voluta dalla Francia
1924 Mussolini firma con il governo jugoslavo il Patto di Roma col quale Fiume è assegnata all’Italia (cfr Giolitti)
1925 Conferenza di Locarno per la distensione
1926 patto dell’Italia con l’Albania che diventa un satellite di Roma
1928 il piano Briand-Kellog (firmato anche dall’Italia)
1929 la crisi internazionale, finanziaria, economica, politica
1931 invasione giapponese della Manciuria
1932 iniziano i lavori della Conferenza di Ginevra sul disarmo, continueranno fino al 1936, senza conseguire alcun apprezzabile risultato
1933 in Germania va al potere Adolf Hitler
la Germania si ritira dalla Conferenza di Ginevra e dalla Società delle Nazioni
anche il Giappone fa lo stesso
Mussolini propone un Patto a quattro fra Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia che dovrebbe garantire la pace internazionale sulla base di una revisione del trattato di pace di Versailles; la cosa non ha seguito
1934 Hitler fa assassinare il Cancelliere austriaco Dollfuss allo scopo di poter invadere l’Austria e così annetterla alla Germania; Mussolini, garante a norma degli accordi di Versailles dell’indipendenza della repubblica austriaca, schiera due divisioni al Brennero. Hitler per il momento rinuncia al proprio progetto di espansione
1935 la Germania si riappropria della Saar (la regione mineraria che i trattati di Versailles avevano dichiarato internazionalizzata per quindici anni) attraverso un plebiscito in violazione di quegli stessi accordi internazionali, Hitler ripristina inoltre il servizio mili tare obbligatorio e riarma in reazione al riarmo tedesco si riunisce in aprile la Conferenza di Stresa dove si costituisce quello che verrà chiamato il Fronte di Stresa: Italia, Gran Bretagna e Francia condannano il riarmo tedesco, ribadiscono i punti dell’intesa di Locarno e garantiscono solennemente l’indipendenza dell’Austria
Nello stesso anno si ha anche una importante svolta nella politica internazionale dell’URSS che l’anno precedente era entrata a far parte della Società delle Nazioni: l’Unione Sovietica stringe adesso un’alleanza militare con la Francia e la Cecoslovacchia e inaugura la politica dei “fronti popolari”; su questa linea che prevede l’alleanza con i socialisti ed i socialdemocratici e con tutti i progressisti - fino a prima definiti “socialfascisti” - in funzione di una lotta unitaria contro il nazifascismo, si schierano adesso tutti i partiti comunisti delle diverse nazioni
Sembrò così per un poco che l’aggressività nazista avrebbe potuto essere soffocata sul nascere dall’intreccio delle alleanze fra Francia, Gran Bretagna, Italia, Unione Sovietica e Piccola Intesa filofrancese (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania.
Sarà proprio l’iniziativa di Mussolini, con l’aggressione all’Etiopia – un membro, proprio come l’Italia, della Società delle Nazioni – che ebbe inizio nell’ottobre, a spezzare questo equilibrio ed a mutare il quadro della politica internazionale, concretamente impedendo così con le proprie scelte l’isolamento di Hitler nella rovinosa alleanza col quale viceversa, isolato dalle Sanzioni decretate contro l’Italia dalla stessa Società delle Nazioni (novembre: 52 nazioni su proposta di Eden), Mussolini trascinerà il proprio Paese alla guerra
A ciò si aggiunse, immediatamente dopo, l’insubordinazione dei generali fascisti contro la repubblica democratica cui fece seguito la tragedia della guerra civile spagnola
1936 nell’ottobre si stringe il Patto di amicizia tra Italia e Germania che Mussolini volle chia mare Asse Roma-Berlino
Patto Briand-Kellogg
Il Patto Briand-Kellogg altrimenti noto come Trattato di rinuncia alla guerra o Patto di Parigi è un trattato multilaterale stilato a Parigi il 27 agosto 1928, entrato formalmente in vigore il 24 luglio 1929 con il fine di eliminare la guerra quale strumento di politica internazionale.
Storia del trattato
Il Ministro degli Esteri francese Aristide Briand nella primavera del 1927 propose al Segretario di Stato americano Frank Kellogg un patto bilaterale di non aggressione sperando di vincolare gli Stati Uniti d'America ad un rete di protezione internazionale contro possibili volontà guerrafondaie della Germania contro la Francia. Kellogg abbracciò l'idea ma propose la conversione in un accordo generale multilaterale.
Kellogg voleva infatti approfittare dell'occasione per proporre anche a Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna di sedere allo stesso tavolo, per affrontare una questione che aveva certamente una portata ben più ampia del solo rapporto di allenza tra Francia e Stati Uniti. Venne steso un testo che risultava aperto all'adesione incondizionata di tutti gli altri paesi del mondo.
La guerra, considerata fino ad allora la prerogativa principe della sovranità degli stati, veniva spogliata proprio della sua liceità: finalmente, gli stati si proponevano di rinunciare a far valere i loro interessi con la forza delle armi.
I due principali articoli del Trattato, composto da tre articoli, recitano infatti quanto segue:
"Articolo I: Le alte parti contraenti dichiarano solennemente in nome dei loro popoli rispettivi di condannare il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali e di rinunziare a usarne come strumento di politica nazionale nelle loro relazioni reciproche."
"Articolo II: Le alte parti contraenti riconoscono che il regolamento o la risoluzione di tutte le divergenze o conflitti di qualunque natura o di qualunque origine possano essere, che avessero a nascere tra di loro, non dovrà mai essere cercato se non con mezzi pacifici."
Il Patto, le cui ratifiche vennero depositate a Washington fino al 1939 da 63 stati - tra i quali Stati Uniti d'America, Australia, Canada, Cecoslovacchia, Germania, Regno Unito, India, Stato libero d'Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Unione del Sudafrica, Polonia, Belgio, Francia e Giappone -, non trovò però mai effettiva applicazione a causa delle lacune e delle omissiomi su alcuni punti salienti.
Un grave difetto del patto era l'assoluta mancanza di sanzioni che condannassero la violazione di quanto dallo stesso prescritto: nel testo del trattato si fa riferimento ad una qualche forma di sanzione solo nel Preambolo, in cui si afferma che "tutti i Paesi firmatari che cercheranno di sviluppare gli interessi nazionali, facendo ricorso alla guerra, saranno privati dei benefici del presente trattato"; la perdita dei benefici consistendo nell'esposizione dello stato trasgeressore alle ritorsioni individuali o collettive degli altri paesi.
Inoltre, come sancito dall'Articolo II del trattato, la rinuncia alla guerra valeva esclusivamente nei rapporti reciproci tra gli stati contraenti ed era quindi privo di alcun valore verso quegli stati che erano rimasti fuori del trattato.
Infine, il trattato evitava di regolamentare il diritto di adottare misure simili alla guerra, come la rappresaglia armata ed, inoltre, la messa al bando della guerra come causa di risoluzione delle controversie tra gli stati firmatari non escludeva (benché nessuna parte del trattato vi faccia esplicito riferimento) il ricorso alla legittima difesa: la mancata adozione del trattato si deve proprio al fatto che gli stati firmatari continuarono a riservarsi il diritto incondizionato a ricorrere alla legittima difesa anche nei confronti degli altri firmatari.
Tutti i rappresentanti concordarono sulla necessità che fosse bandita la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, ma , allo stesso tempo, stabilivano unanimemente che fosse impossibile rinunciarvi, poiché era il solo modo per difendersi da un attacco o da un'invasione, e si appellavano al diritto di ricorrere alla legittima difesa come norma di diritto consuetudinario.
Gli stati firmatari furono infatti concordi con le dichiarazioni dal segretario americano Kellogg il quale intervenendo all'American Society of International Law, nel 1928, giustificò la mancanza di un riferimento espresso alla legittima difesa nel proprio progetto, sulla base del "riconoscimento implicito" della stessa:
"Non c'è nulla nella bozza americano di un trattato contro la guerra che restringa o limiti in alcun modo il diritto all'autodifesa. Tale diritto è inerente ad ogni stato sovrano ed è implicito in ogni trattato. Ogni nazione è comunque libera di difendere il proprio territorio da un attacco o da un'invasione senza riguardo alle clausole del trattato, ed essa solo è competente a decidere se le circostanze richiedano di ricorrerre alla guerra di autodifesa"
Tale dichiarazione da parte americana lasciava agli stati firmatari, sulla base del diritto inalienabile all'autodifesa, la libertà di valutare quando poter legittimamente intervenire: ogni paese poteva dunque autonomamente interpretare la norma di diritto internazionale, in relazione ai propri interessi e sottraendosi in questo modo agli obblighi assunti con il Patto.
Il Tribunale Militare Internazionale, instaurato a seguito della Seconda Guerra mondiale per giudicare i crimini nazisti poté esercitare la propria giurisdizione nel corso del Processo di Norimberga facendo riferimento proprio al Patto Briand-Kellogg quale base giuridica.
L'articolo 6 dell'Accordo di Londra, istitutivo del Tribunale, aveva infatti definito crimine contro la pace: "la pianificazione, la preparazione, l'inizio o la conduzione di una guerra di aggressione o di una guerra in violazione dei trattati internazionali, di accordi e assicurazioni, o la partecipazione in un comune piano di cospirazione per il completamento di qualcuno dei precedenti".
Il Tribunale, sulla base di quanto espresso in tale articolo e considerando che la Germania era tra gli stati che avevano ratificato il Patto di Parigi, valutò quindi il ricorso tedesco alla guerra un crimine internazionale: il Tribunale sentenziò infatti che gli stati, ratificando l'accordo di Parigi, avevano incondizionatamente condannato il ricorso alla forza come strumento politico, rinunciandovi cosi esplicitamente; ogni stato che, dopo aver ratificato il Patto, avesse fatto ricorso alla guerra, avrebbe commesso un crimine.
